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19/01/2012

De Falco, troppo facile chiamarlo eroe!

Costa Concordia al Giglio
Costa Concordia al Giglio

inserito da Salvatore Caccaviello

Si fa presto a parlare di eroe! De Falco ha una simpatica faccia anonima, una bella pelata... ha il tono dell'imperium, ma nessuno l'ha mai visto in pericolo, nessuno l'ha mai visto all'opera su di una nave che affonda, nessuno sa come si sarebbe comportato se fosse stato al posto di Schettino. Però è stato laureato eroe da un Paese stremato che come i naufraghi della Concordia si sente annegare in una tinozza, naufragare in una secca, in un tratto di mare chiuso che non ha niente dell'oceano che travolse il Titanic. Ma somiglia invece al povero mare di Verga... a quel tratto da Acitrezza a Capo Mulini, che è poco meno da Civitavecchia a Savona... uno sputo! Roba da barca a remi, non da avventura! Mare calmo e senza vento che fa da sfondo ad una tragedia della mediocrità, della povertà umana dei comandanti italiani, metafora della leadership in Italia. E' uno strano Paese il nostro! Che non si accontenta di consegnare il mostro Schettino alla pietà della storia, alla severità della giustizia. Ma ha bisogno di sfogarsi, di inveire, di maltrattarlo, forse per scacciare il demone Schettino che sta dentro ad ogni italiano. Per marcare con l'invettiva una distanza tra noi e Schettino, per negare con l'insulto che forse Schettino ci somiglia. Schettino come carattere italiano è stato detto... gradasso e pavido, spavaldo, arrogante e vanitoso, quando è al sicuro. Invece annichilito, imbambolato, intontito dal pericolo e dalla propria inadeguatezza dinanzi alla emergenza. Va bene che abbiamo bisogno estremo di trovare l'antitodo al veleno di contrapporre l'italiano nobile all'italiano ignobile. Ma De Falco ha gridato, ha tuonato, ha imprecato nella famosa telefonata che stava registrando, ha esibito indignazione ed energia muscolare: "Torni a bordo cazzo!! Parli più forte! Vuole tornare a casa??!!". De Falco ha fatto il suo lavoro... il comando, la regola, il dovere... tutta cosa giusta! Ma non si vorrebbe che passasse l'idea che il comando sia gridare... e che ci sia davvero una nobiltà nel dire cazzo! Anche questa è un'idea molto italiana... che la mala parola sia una risorsa virile! Sono cose che il nostro Paese ha conosciuto purtroppo bene e che non ha superato. Un Comandante che deve recuperarne un altro forse dovrebbe provarci anche con qualche argomento: non ti ricordi cosa ci hanno insegnato i nostri maestri? Che torni a bordo, ne salvi uno solo... basterebbe questo alla tua coscienza! Ricordati della divisa che porti addosso!! Invece De Falco ha dato ordini... e come ha poi detto sono il suo lavoro... certo! "Adesso comando io, torni a bordo cazzo!". L'Italia è stata l'Italia dei gerarchi ed è ancora piena di comandanti, capi e capetti che si diffidano in un gorgoglio di comando, un flottare di ordini. Il capetto italiano è ancora il fascista che ordina, riordina, preordina e postordina e sputacchia disordinatamente di servizi e servizi d'ordine... ma poi scappa ad ogni 8 settembre! Non c'è mai nessuno che governa in Italia, uno che guidi, che dirige... nessuno che convince. Perchè in Italia abbiamo capi e padroni, abbiamo gli autoritari ma non gli autorevoli, abbiamo i bulli e abbiamo avuto il dux, il duce. Non abbiamo leaders, non abbiamo mai avuto un nocchiere in gran tempesta, ma sempre solo Schettino, nostro simile, nostro fratello! De Falco ha raccontato di aver pianto... e anche questo nel paese del batticuore e del turbamento ha fatto effetto. Ma un Comandante che piange non parla del suo pianto! Non credo affatto che al posto di Schettino De Falco si sarebbe comportato come Schettino! Ma penso che al posto di De Falco Schettino si sarebbe comportato come De Falco...

Di Francesco Merlo-Repubblica.it 




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Salvatore Caccaviello - salvatorecaccaviello@alice.it

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