Ven, 25 Maggio 2012

Logo Positano News

Utenti online: 100
scelta lingua italiana scelta lingua inglese rss A.N.S.O.
Seguici su Twitter Versione per dispositivi Mobile
Icona Web TV
Icona Mercatino
Icona Meteo Icona Casa.it
          
 NEWS:  Positano|Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Ravello|Capri|Prov. Salerno|Vico Equense|Campania|Italia e Mondo|Cultura|Sport|Motori|Tutte...
 EVENTI:  Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Salerno e prov.|Campania              Comunicati Stampa     Aggiungi PN ai Preferiti     Imposta PN come Home
Letto: 2330 volte
Invia ad un amico Stampa articolo Crea PDF dell'articolo Bookmark and Share
14/01/2012

NAVE COSTA: SI TEME PER 41. Il LEGALE del COMANDANTE: "HA SALVATO CENTINAIA PERSONE"

COSTA CONCORDIA
COSTA CONCORDIA

Conti alla mano, sono 40/41 le persone che mancano all'appello tra i 4.232 presenti sulla Costa Concordia al momento dell'incidente, che non vengono considerate disperse in mare, ma che potrebbero essere tra i sopravvissuti non conteggiati oppure, purtroppo, rimasti intrappolati nella parte sommersa dello scafo.

A 24 ore dall'incidente, infatti, ancora nulla di definitivo si sa per quanto riguarda il numero di chi non risulta dagli elenchi dei sopravvissuti soccorsi e fatti rientrare alle proprie abitazioni o ospitati negli alberghi. Il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi in serata ha parlato di 41 persone da rintracciare: «Delle 4.232 persone che, secondo gli elenchi forniti, erano a bordo della nave al momento ne sono stati rintracciati 4.191. La verifica fra gli elenchi va avanti: è un lavoro lungo che ritengo si protrarr… fino a stanotte». E il sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli, spera che il bilancio delle vittime non salga ulteriormente: «Prima di 24 ore non si potr… dire nulla di sicuro. Io continuo a sperare. Per ora non si può dire nulla. Il conto non torna e la compagnia sta riconteggiando - ha spiega Ortelli -.

È possibile che qualcuno, addirittura un gruppo consistente di persone, sia stato soccorso in mare e trasportato direttamente sulla costa. Nella parte squarciata della nave l'acqua non era alta, e la Costa si è inclinata lentamente, quindi c'è stato tempo per scappare». Di certo c'è che in mare non si sono trovati altri corpi che quelli delle tre vittime, anche perchè la zona dove la nave si è «spiaggiata» è stata ispezionata da sub, elicotteri e imbarcazioni.

Diverso il discorso per l'interno della nave: il personale speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco ha ispezionato i ponti che sono fuori dall'acqua, che sono però in verticale, visto che la nave è capovolta a quasi 90 gradi. Non è stato, invece, ancora possibile entrare nella parte sommersa per motivi di sicurezza. Pertanto tutta quella zona che è stata riempita d'acqua dovrà essere controllata, presumibilmente dopo che saranno state aspirate le oltre duemila tonnellate di gasolio che sono presenti nei serbatoi della Concordia.

Le difficoltà di contare tutti i naufraghi sono state dimostrate dalla storia di quattro turisti americani: dati inizialmente per dispersi erano in realtà erano ancora all'isola del Giglio e sono partiti senza problemi con il traghetto per Porto Santo Stefano. Le operazioni dei sommozzatori, che oggi hanno dato esigo «negativo», riprenderanno domani con le prime luci dell'alba.

Questo lo scenario di stasera sull'isola di Giglio: Sono arrivati a migliaia nella notte, in pigiama o con l'abito da sera: così i soccorritori dell'Isola del Giglio e subito dopo a Porto Santo Stefano, lungo la costa toscana, hanno visto giungere l'esercito dei disperati passeggeri e membri dell'equipaggio della Costa Concordia.

Tutti accolti da un altro esercito che si è prodigato in ogni modo: volontari, forze dell'ordine, vigili del fuoco. Tanti stranieri a bordo della nave della Costa Crociere che ha fatto naufragio a largo dell'isola del Giglio. Francesi, giapponesi, spagnoli, inglesi e tedeschi, ma anche indiani e ovviamente tantissimi italiani sbarcano a scaglioni dalla notte scorsa a Porto Santo Stefano, infreddoliti e impauriti dopo l'incidente della Concordia.

Le ambasciate dei paesi stranieri, tra cui Usa, Inghilterra, Francia e Purù hanno inviato loro funzionari per prendere contatto con la protezione civile e verificare la condizione dei connazionali. «Molti di loro erano sotto shock e abbiamo cercato di rifocillarli con caffè e bevande calde, panini», racconta uno dei soccorritori che ha accolto i primi naufraghi che sono riusciti a raggiungere la costa dopo la sosta all'isola del Giglio: «C'erano anziani, famiglie intere con bambini anche molto piccoli», dice uno degli addetti alla registrazione dei loro nomi.

C'è chi non ha mai smesso di piangere per la tensione e chi aspetta sulla banchina l'arrivo di altri traghetti dove a bordo potrebbero esserci familiari, parenti o compagni di viaggio. «Abbiamo dovuto trovare un pò di tutto per loro», spiegano sulla banchina: anche scarpe, calzini, giubbotti e qualsiasi altra cosa utile per ripararsi dal freddo. I crocieristi hanno infatti perso tutto durante la fuga dalla nave. In pochi hanno potuto tenere gli oggetti personali, qualcuno ha fatto in tempo di raggiungere la cabina e  prendere velocemente qualche effetto personale.

«Siamo riusciti ad indossare il giubbotto salvagente e a prendere tutti i documenti seguendo le indicazioni che ci venivano date - racconta una coppia di fidanzati di Asti in crociera da sabato scorso - all'inizio l'equipaggio ha saputo far tenere la calma ma poi, man mano che si aggravava la situazione, è scoppiato il panico e c'è stata la corsa al si salvi chi può»'. Per ore da Porto Santo Stefano i traghetti sono ripartiti per l'Isola del Giglio anche con scorte di coperte, viveri, barelle, medicinali e altro materiale di soccorso.

Queste le dichiarazione del legale di Schettino. Il mio assistito comprende le ragioni del fermo di polizia giudiziaria che lo ha colpito ma come suo difensore vorrei dire che diverse centinaia di persone devono la vita alla perizia che il comandante della Costa Concordia ha manifestato nell'emergenza». L'ha detto in serata l'avvocato Bruno Leporatti di Grosseto, il legale che difende il comandante Francesco Schettino, da questa sera in stato di fermo in carcere con le accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono di nave.

«Dico questo - ha continuato l'avvocato Leporatti - perchè bisogna essere molto bravi a portare una nave come quella da 117 mila tonnellate di stazza e lunga 300 metri, in avaria dopo la collisione, facendola avvicinare alla terraferma e consentendo soccorsi più ottimali grazie ai quali è stato possibile salvare tantissime persone. La manovra secondo me è stata brillante da un punto di vista nautico». L'avvocato Leporatti era con il suo assistito dentro la caserma della compagnia di Orbetello, dove è stato notificato il provvedimento di fermo, e dalla quale Schettino è stato trasferito in serata nel carcere di Grosseto. Anche il difensore ha confermato che Schettino «non è stato sentito dai magistrati» in vista dell'interrogatorio di garanzia del Gip nei prossimi giorni, da cui dipende la convalida o meno del fermo.

(fonte Ansa)




Inserito da:
Anna Laudati - a.laudati@hotmail.it

Invia ad un amico
Invia
Stampa articolo
Stampa
Crea PDF dell\'articolo
PDF
Visualizza i commenti 0 commenti presenti Inserisci un commento
 




Articoli correlati


 

TRANSLATES

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità


Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Scambio Banner

Sostieni Positano news

Pubblicità Positano News

Salviamo il Vallone Porto

NAPULITANO

Scambio Link

Sezione by Nicola Prisco



Questa testata aderisce all´Associazione Giornalisti Cava Costa d´Amalfi “Lucio Barone”
Visita i siti con gli articoli dedicati direttamente alla tua città
Ravello News Capri News Costa d'Amalfi News
Penisola Sorrentina News Vico Equense News