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10/01/2012

Savina Caylyn. Le dichiarazioni del comandante Procaccini appena rientrato in Italia. Gianmaria: "Sono stanco"

Cesaro
Cesaro

«Sono provato, ho tanta voglia di abbracciare i miei familiari e stare con loro. Ringrazio anche il ministero della Difesa ed il comandante della Grecale, Francesco Procaccini, che ci ha tanto aiutato per la liberazione della nave. Il popolo italiano, dal grande cuore, ci ha sostenuto nei momenti difficili. Ringrazio i procidani, i miei compaesani e la società che ha fatto un grande sforzo economico», ha proseguito il comandante della nave Savina Caylyn, Giuseppe Lubrano Lavadera, giunto da qualche ora a Fiumicino.

"I pirati - ha detto - erano molto agguerriti: non era lo stesso gruppo del 'Rosalia d'Amato»; era un gruppo efferato e crudele, e per questo c'è voluto così tanto tempo. Abbiamo avuto tanta paura, la notte era un'angoscia. Dai pirati, nella prima parte della prigionia, siamo stati trattati abbastanza bene, decentemente, invece dopo 5-6 mesi ci sono stati dei problemi legati alla scarsità di combustibile sulla nave, i rapporti si sono deteriorati e via via interrotti, hanno fatto tanta pressione su noi italiani e meno sui 17 indiani. Sono stati problemi che non intendo menzionare ora perchè c'è un procedimento penale in corso e saranno al vaglio della magistratura, non posso entrare nei dettagli. Il mio impegno era quello di riportare l'equipaggio a casa, avevo una grande responsabilità nei confronti delle loro famiglie; ci sono riuscito, ne sono felice, il mio cuore è oggi pieno di gioia".

Il più frastornato di tutti è stato Gianmaria Cesaro, che ha rilascito dichiarazioni continuando a ripetere "sono stanco", ma felice per l'abbraccio dei suoi amici e parenti di Piano di Sorrento. (fonte Ansa)




Inserito da:
Anna Laudati - a.laudati@hotmail.it

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