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04/01/2012

Tartarughe marine, strage nel mediterraneo

Tartaruga ferita e recuperata
Tartaruga ferita e recuperata
Ogni anno ne muoiono 44mila per le reti da pesca. In questi giorni il Parco marino ne ha salvate 4 nel golfo di Salerno La strage silenziosa delle tartarughe marine. Si compie ogni anno nel mediterraneo a causa delle reti a strascico o dei palangari. Nel mare nostrum ne sono catturate accidentalmente 132mila all’anno e di queste il 30%, circa 44mila, muoiono a causa delle ferite riportate. Si tratta del cosiddetto fenomeno del By-catch- cattura accidentale di specie che non sono di interesse commerciale, o addirittura protette, come cetacei e tartarughe. E’ purtroppo uno dei fenomeni che maggiormente compromettono la sopravvivenza delle 7 specie di tartarughe marine in tutto il mondo, insieme all’inquinamento del mare (soprattutto plastica che può essere ingerita dalle tartarughe). Per ovviare a questa strage, negli Stati Uniti, si cominciano ad adoperare reti da pesca dalle quali le tartarughe riescono a sfuggire, sarebbe auspicabile l’obbligo di utilizzo di tali reti anche nel mediterraneo. In modo da evitare una strage che a lungo andare potrebbe mettere seriamente a rischio la sopravvivenza di una specie così affascinante. Intanto da 5 anni l’Area Marina Protetta di Punta Campanella è attiva sul fronte della tutela di questa straordinario rettile marino. Quasi 100 le tartarughe salvate, curate e rimesse in libertà dal centro di primo soccorso del parco marino in questi anni. Solo nell’ultima settimana il centro Tartanet ha salvato 4 tartarughe marine. Il salvataggio è stato possibile grazie alla valida collaborazione che il centro ha con i pescatori del Golfo di Salerno. Ora i 4 preziosi esemplari di Caretta caretta sono stati affidati alle sapienti cure della Stazione zoologica A. Dhorn di Napoli e saranno poi rilasciati in primavera, quando le condizioni e la temperatura del mare saranno più congeniali per i rettili marini. Le 4 tartarughe- nominate Cassiopea (57.5cm di carapace), Noemi (67.2cm), Capitiello (59.8cm), Vincenzo (68.4)- sono tutte adulte come si evince dalla lunghezza del carapace. Le condizioni di salute degli animali sono tutto sommato buone ma in questi casi si procede al recupero per permettere alle tartarughe di superare lo shock causato dalla loro cattura accidentale e per fargli superare nel migliore dei modi il difficile periodo invernale. Nei giorni natalizi inoltre lo sforzo di pesca nei nostri mari aumenta per via delle maggiori richieste del mercato dovute alla tradizione del cenone di natale e di capodanno che prevede un menù a base di pesce e di conseguenza aumenta anche il by-catch, ovvero la cattura accidentale di altre specie che non sono di interesse commerciale, o addirittura protette, come cetacei e tartarughe. L’Area Marina Protetta di Punta Campanella da 5 anni monitora il fenomeno della cattura accidentale delle tartarughe marine nel Golfo di Salerno e i dati sono chiari: nel periodo che va da novembre a gennaio si verifica un aumento dei casi di tartarughe rimaste intrappolate nelle reti dei pescatori, proprio in un periodo dell’anno durante il quale è maggiormente a rischio la sopravvivenza di questi animali già in condizioni di stress per via delle basse temperature del mare. Un grave rischio per uno degli abitanti più affascinanti del nostro mare. Una possibile strage a cui, per la sensibilità dei pescatori di Salerno e per l’operatività dell’Area marina protetta di Punta Campanella, sono sfuggite le 4 tartarughe durante le festività natalizie. Tra qualche mese raggiungeranno in mare le altre decine di fortunate caretta caretta salvate negli ultimi anni dal centro del Parco Marino.



Inserito da:
Raffaele Di Palma

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