
concorsi
Nella scuola dal 2012 si cambia ritornando al passato: Il ministro dell’Istruzione Profumo ha annunciato che nella seconda metà del prossimo anno verrà bandito un vasto concorso a cattedra, che coinvolgerà sia le scuole primarie che quelle secondarie superiori ed inferiori, al quale si prevede un’affluenza di circa trecentomila aspiranti ad un posto d’insegnante. (Pier Francesco Bello)
‘Voglio riaprire la scuola ai docenti giovani ed evitare di bloccare una generazione di neolaureati’. Queste sono state le eloquenti parole del ministro che dopo 13 anni( data dell’ultimo concorso a cattedra) ha deciso di invertire rotta. Infatti dopo l’ultimo concorso del 1999 entrò in vigore la riforma universitaria che mandò in soffitta le lauree quadriennali e quinquennali a ciclo unico per dare avvio al cosiddetto ‘Nuovo ordinamento’ – a cui ha fatto seguito nel 2007 un ‘Nuovissimo ordinamento’—che prevedeva e ancora tuttora prevede, un ciclo sempre quinquennale bipartito in un triennio seguito da un biennio (meglio noto come tre più due).
Coloro i quali avevano intenzione di intraprendere la carriera di insegnante, dopo aver conseguito la laurea triennale, dovevano iscriversi(previo il superamento di un test d’ingresso) alle Scuole Interuniversitarie di Specializzazione all’insegnamento che erano equivalenti ad una laurea biennale. Alla fine di questo secondo ciclo di studi si conseguiva l’abilitazione all’insegnamento e si veniva inseriti nelle graduatorie. Nel 2007 queste Scuole Interuniversitarie sono state abolite perchè il numero chiuso stava portando al rischio di non avere un numero sufficiente di insegnanti da collocare nelle scuole.
Da quel momento è iniziato il caos, perché sono cambiate più volte le norme per ottenere l’abilitazione all’insegnamento, producendo in tal modo confusione e disorientamento. Fino ad un anno fa circa, ci si abilitava con il conseguimento della laurea biennale, purchè durante il ciclo di studi triennale si fossero sostenuti un certo numero e tipo di esami e si veniva infine inseriti nelle graduatorie ad esaurimento(Gae) in attesa di essere chiamati per qualche supplenza. Alcuni mesi fa, poi l’ex ministro Gelmini ha introdotto i Tirocini Formativi attivi(Tfa), cioè una sorta di ‘corso abilitante’ per conseguire l’abilitazione e poi essere inserito in graduatoria.
Tutta questa intricata selva di norme, regole e burocrazie poco chiare e farraginose ha prodotto come risultato nel 2011 un esercito di 244 mila persone aspiranti ad una cattedra! Con il ritorno ai concorsi si porrà nel futuro anche il problema di una revisione della didattica universitaria relativa alla preparazione degli aspiranti docenti. Infatti il cosiddetto ‘tre più due’ era funzionale all’architettura di reclutamento dei docenti creatasi in quegli anni; ora forse, sarebbe opportuno abbandonare la formula dei due cicli di studi per tornare alle lauree a ciclo unico. Purtroppo il problema fondamentale è che per troppi anni la scuola è stata considerata un ammortizzatore sociale nel quale collocare chiunque senza badare alla qualità del personale assunto.
L’istruzione delle nuove generazioni deve tornare prioritaria se si vuole dare all’Italia un futuro degno, perché una nazione cresce, progredisce, è concorrenziale e vince la sfida del futuro nella misura in cui è in grado di offrire una formazione rigorosa, di metodo tradizionale ma con lo sguardo rivolto al mondo d’oggi e al futuro.