Ven, 25 Maggio 2012

Logo Positano News

Utenti online: 100
scelta lingua italiana scelta lingua inglese rss A.N.S.O.
Seguici su Twitter Versione per dispositivi Mobile
Icona Web TV
Icona Mercatino
Icona Meteo Icona Casa.it
          
 NEWS:  Positano|Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Ravello|Capri|Prov. Salerno|Vico Equense|Campania|Italia e Mondo|Cultura|Sport|Motori|Tutte...
 EVENTI:  Costiera Amalfitana|Penisola Sorrentina|Salerno e prov.|Campania              Comunicati Stampa     Aggiungi PN ai Preferiti     Imposta PN come Home
Letto: 2982 volte
Invia ad un amico Stampa articolo Crea PDF dell'articolo Bookmark and Share
20/07/2007

Atrani la festa di Santa Maria Maddalena


Gli atranesi erano fieri, e lo sono ancora, della festa che organizzano ogni anno, il 22 luglio, nella ricorrenza della protettrice, santa Maria Maddalena. Michele Buonocore, vigile urbano, ma anche poeta e cultore della storia e delle tradizioni locali, mi ha recuperato i versi di una antica nenia che il nonno, Leonardo Frasca, era solito cantare alla figlioletta Rita (la mamma di Michele): Che bella festa fanno sti 'tranise. / Dint' a nu vico astritto, 'o paraviso. / 'A festa loro 'a fanno cu divuzione / e tèneno p' avvocato 'o sarchiapone. / Mimì Mimì Mimì / vièstete ampresso si vuo' venì' / â chiazza i' te porto / t'accatt' 'e castagne c' 'o gigtegì. / Mimì Mimì Mimì / tutte ll'ingrese stanno a guardà' / cu 'e 'tranise e c' 'a sucietà.
Gli abitanti degli altri paesi della Costa non erano dello stesso avviso e li sfruculiavano con questa strofetta: 'A campana ca sona / 'a botta ca 'ntrona / 'a banda ca stona... / vì' che festone!
Gli atranesi ci tenevano a organizzare la festa più bella: per la ricchezza e la varietà delle luminarie, per la migliore banda musicale (quasi sempre pugliesi e abruzzesi. Domenica prossima, invece, tocca a una formazione proveniente dalla Basilicata: Montescaglioso), per la spettacolarità dei fuochi d’artificio. Il sindaco del dopoguerra, Gabriele Di Benedetto, era impegnato in prima persona su questo fronte. Partecipava ai festeggiamenti patronali di Amalfi (27 giugno), di Minori (13 luglio) per un dovere di rappresentanza, ma principalmente per fare la conta delle “bombe da tiro” esplose, quelle che aprendosi nel cielo disegnano un intero caleidoscopio. Poi ad Atrani, il 22 luglio, dava disposizioni che ne venisse sparata almeno una in più. Poco gli importava se, il 15 agosto, in questa speciale classifica poteva essere superato da Maiori (non capitava quasi mai), tanto i rapporti tra maioresi e atranesi sono stati sempre ottimi: con l'espressione che ogni abitante dell’uno o dell’altro paese “è sanghe nuosto” si ribadisce tuttora la saldezza di un legame che si riallaccia a un episodio consacrato alla storia, che vide una delle due comunità accorrere in aiuto dell'altra.

In tutte le case, nel menu della festa non doveva mancare (chissà se avviene ancora) il “sarchiapone”, una pietanza tipicamente atranese, che potrà fare storcere il naso, avendo come elemento base la zucca lunga, ma che – fatta come Dio comanda – è piacevolissima. Il “sarchiapone” più saporito, si racconta, lo preparava “don” Vittorio Prota, secondo una ricetta di cui era geloso custode.

Sulla preparazione del “sarchiapone”, Achille Talarico, medico e gastronomo salernitano, ci dà questa versione, che ritengo attendibile se è vero (ed è vero) quello che l'autore dichiara: le ricette contenute nel suo libro "Gastronomia salernitana di ieri e di oggi" derivano dall'attenzione, maturata fin da ragazzo, a seguire le varie fasi di preparazione e cottura dei cibi, e dalla discussione avviata con familiari, parenti e amici, in prevalenza di sesso femminile, "interpellati per diradare dubbi od incertezze". Talarico frequentava assiduamente la Costiera, dove aveva amici e clienti nella società più agiata.
L'imbottitura "consiste in carne triturata e soffritta in sugna; si aggiungono poi: uova battute, in proporzione alla quantità di cannelloni da preparare, formaggio parmigiano (o pecorino) grattugiato, pepe, il sale necessario e, secondo i gusti, qualche aroma o qualche foglia di basilico o di prezzemolo (E' preferibile non aggiungere aromi o foglie aromatiche). Imbottiti i cannelloni di zucchetta, si dispongono in file in un grosso ruoto e sai soffriggono alquanto in olio o sugna per asciugarli ed insaporirli. Si condiscono, poi, con abbondante sugo di ragù preparato a parte e si passano al forno a calore normale fino a cottura delle zucchette ed alla concentrazione desiderata del sugo. Si può aggiungere, se piace, formaggio e pepe".
"Da tener presente - avverte ancora il medico-gastronomo salernitano - che le zucchette, messe al forno, cacciano ancora dell'acqua e che, perciò, il sugo di ragù deve essere piuttosto denso fin da principio, per non avere poi un sugo troppo 'lasco' o delle zucchette troppo cotte ('fatte') che riuscirebbero poco gradite".
Buon appetito e tanti auguri.
Sigismondo Nastri



Articolo segnalato da un utente.



Invia ad un amico
Invia
Stampa articolo
Stampa
Crea PDF dell\'articolo
PDF



Articoli correlati


 

TRANSLATES

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità


Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Pubblicità Positano News

Scambio Banner

Sostieni Positano news

Pubblicità Positano News

Salviamo il Vallone Porto

NAPULITANO

Scambio Link

Sezione by Nicola Prisco



Questa testata aderisce all´Associazione Giornalisti Cava Costa d´Amalfi “Lucio Barone”
Visita i siti con gli articoli dedicati direttamente alla tua città
Ravello News Capri News Costa d'Amalfi News
Penisola Sorrentina News Vico Equense News