
Felice Casalino
La morte nella sua tragicità ti segna e ti lascia una ferita indelebile nelle carni e nell’anima.
La morte di un Amico, oltre tutto questo, ti svuota l’anima, ti annienta, ti sprofonda in un abisso da dove sarà difficile risalire la china.
Ho sempre reputato l’amicizia il sentimento più nobile che possa toccare il cuore di un uomo, ciò non di meno di una donna; non è assolutamente ne facile ne probabile che questo accada più volte nella vita (una vera fortuna), mentre ciò che spesso consideriamo amicizia non è nient’altro che un pur ottimo rapporto di frequentazione e di conoscenza, ma che nulla ha a che fare con il concetto di amicizia a cui mi riferisco, naturalmente, questa è soltanto la mia opinione.
L’amicizia non è solo stimare e voler bene l’amico, bensì condividerne le esigenze, le debolezze, le preoccupazioni, stimarne i pregi, amarne i difetti.
Potrebbe capitare di non vedervi o frequentarvi per un lungo periodo, ciò non toglierà nulla al vostro rapporto, e anche quando tra di voi si insinuerà qualche ostacolo, lo supererete senza alcuna difficoltà, perché a differenza di altri legami, come ad esempio quelli familiari, voi vi siete scelti per empatia, per affinità, per interessi in comune, per una sottile linea che conduce a quel sentimento nobile di cui vi parlavo prima: l’Amicizia.
Quando poi un destino infame vi toglierà tutto questo, avvertirete quel senso di svuotamento di cui vi parlavo prima, e allora solo la fede potrà venire in vostro soccorso e, per quanto possibile, lenire le vostre ferite.
Felice Casalino