Arriva il freddo, arrivano le serate da trascorrere insieme al calduccio, al riparo anche dalla pioggia (speriamo siano brevi) ed è tempo di "zuppa di suffritto", che non tutti preparano, però, a dovere.
Si comprano interiore di vacca (non di maiale): polmone, intestini, trachea, cuore ed altri pezzi poveri. Si lessano e si tagliano a piccoli pezzi. Si lascia sciogliere in una capiente pentola il grasso di vacca (non olio o sugna di maiale), cui si aggiunge, poi, abbondante concentrato di pomodoro ('a cunserva), accompagnata poi da soddisfacente quan tità di peperoncino e di foglie di alloro. Quando il tutto è amalgamato, con non troppo sale, si uniscono i pezzetti precedentemente preparati. Si amalgama il tutto e, se si vuole, si lascia raffreddare, formando un unico "pane" cui poter attingere quotidianamente per la preparazione della zuppa. Se si vuole consumare il prodotto come secondo piatto, si aggiunge nel prepararlo quel tanto di acqua (con il sale) quanto basta. Ma se si vuone mangire la vera "zuppa 'e suffritto", bisogna allungare il tutto con un pò più di acqua; preparare in un piatto fondo o in una capiente "zuppiera" del pane, meglio se raffermo, tagliato a pezzi con le mani e spargervi sopra il suffritto, badando bene di n on eccedere in liquidità; una grande grattata di formaggio ed una spruzzata di pepe (se si vuole) e buon appetito. Al resto pensa il buon bicchiere di rosso.