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15/11/2011

Primo congresso FLN Fronte Liberazione della Napolitania

Napolitania
Napolitania

 

Civitella del Tronto, simbolo di una delle ultime battaglie combattute dall’esercito Napolitano contro l’invasore straniero ( 20 marzo 1861, 3 giorni dopo la proclamazione dell’unita d’Italia!), all’epoca esercito sardo (o piemontese). E da questo territorio simbolo che si vuole iniziare una nuova alba indipendentista. Infatti il 12 novembre 2011 si sono dati appuntamento i patrioti del movimento politico FLN ( Fronte di Liberazione della Napolitania ), giunti dalle varie regioni colonizzate dopo il 1861, per la realizzazione del 1° congresso nazionale FLN. Trattasi di un movimento politico, apartitico e pacifista, ma scontenti di una mai nata unità, né dei popoli né tantomeno dell’identità italiana. Purtroppo lo dicono i fatti, dopo 150 anni ancora parliamo delle differenze tra le aree geografiche dell’intera penisola. Ho già parlato diverse volte, in articoli precedenti della realtà inoppugnabile dei fatti intercorsi dopo il 1861, una scomoda realtà da sempre nascosta dai media e dai testi (non solo scolastici, ma spesso da prezzolati autori di saggistica storica) canonici. In molti lo hanno capito e considerato anche le ultime vicende politiche/economiche, dove si parla solo di spread, BTP, manovre finanziarie lacrime e sangue…, tendono ad inculcarci la paura del giorno dopo. Tutte manovre ben congeniate dalla finanza mondiale e dalla comunità europea. Questo fa capire che l’attuale stato italiano ha perso ogni forma di sovranità su come affrontare la crisi ( ci si ricordi questa crisi è nata oltre oceano), attendendo ordini dall’alto su come operare in Italia. Non essendo in grado cittadini italiani a scegliere un proprio esecutivo di governo, ci hanno pensato “loro”, i barbari, che dopo il trattato di Lisbona ha decretato l’addio alle sovranità di molti stati della U.E. per fare posto al N.W.O. (nuovo ordine mondiale). Qualche paese europeo è stato più furbo ( Inghilterra, Danimarca, Svezia e Norvegia ), non avendo aderito alla terza fase dell’unione economica e monetaria, incamerando il signoraggio sulla propria moneta, ma essendo partner della BCE lo incamerano anche sull’euro. Questo è il frutto dei nostri governanti italioti, che nella loro miopica lungimiranza si fanno dettare ogni forma di tirannia finanziaria da organi esterni e non decise dalle nostre istituzioni nazionali.

 

Chiudo la parentesi per parlare del 1° congresso FLN di Civitella del Tronto, dove oltre ai patrioti citati prima, sono arrivati anche i portavoce di “Veneto Stato” (da non confondere con i buzzurri leghisti, che minacciano secessioni solo come arma di propaganda, oppio dei propri elettori, ma poi nella realtà si sono mostrati solo razzisti e xenofobi verso chiunque meridionali compresi, non disdegnando le politiche clientelari costituite ad hoc per loro stessi ed i parenti più stretti), dove si è discusso di diritto all’indipendenza, identità di popoli nel reciproco rispetto, economia alternativa e reale fuori dai contesti di strozzature bancarie. Una vera unità nella divisione, che in un futuro potrebbe portarci ad una forma vivibile e condivisibile di confederalismo nazionale, insieme alle altre realtà indipendentiste, Sicilia, Liguria, Sardegna, Sud Tirol, Lombardia ecc. dove in tutti si riconosce lo stesso spirito. Ricordiamoci che anche in Europa esistono realtà simili di minoranze che ambiscono ad una propria sovranità ( Catalogna, paesi Baschi, minoranze albanesi in Macedonia, Bosnia … solo per citare alcuni di essi)

 

Il FLN è il più giovane dei movimenti Indipendentisti menzionati prima, ma è anche quello più esteso, inteso come area geografica, ma se scrutiamo bene è anche quello più ricco, non solo di siti archeologici o turismo in generale, ma anche per quanto riguarda materie prime, Il petrolio, che in Basilicata rappresenta il più grande giacimento europeo e che l’Italia sfrutta senza dare niente in cambio a quelle popolazioni che si vedono trivellare la propria terra, proprio come agisce un paese colonizzatore. Questo neonato movimento politico vuole mettere fine a questi tipi di operazioni che ci affliggono da un secolo e mezzo, come anche lo spostamento di sedi legali verso il nord del paese al fine di un maggiore introito erariale verso il nord, i carissimi “fratelli d’Italia” trattano le nostre terre come discariche prendendosi il 100% dei benefici. E’ ora di cambiare rotta e sensibilizzare la popolazione della Napolitania a prendere coscienza di ciò, di smetterla di stare sempre a testa bassa. Non possiamo fidarci di nessun politico, visto che tutti o quasi hanno sempre servito gli interessi del nord con il risultato che denota la nostra arretratezza per quando riguarda autostrade, treni, aeroporti. Questi pseudo - politici hanno dimostrato tutti i propri limiti comportandosi, soprattutto quelli nati al di sotto della Tronto, come dei veri “ascari”, Questo è il motivo che FLN non diventerà mai un partito facente parte dell’attuale stato, sarebbe come accettare il loro sistema politico.  

 

Non sono nostalgie borboniche quelle aspirano i Patrioti di questo movimento, ma un pensiero molto più alto, sopra i partiti, si vuole riprendere l’identità soffocata dalla retorica risorgimentale che ha creato danni e falsi miti. Finché la libertà di scrivere ce lo permette, bisogna diffondere quanto più è possibile che la nostra Indipendenza non sia utopia, ma il nostro futuro.

Giovanni Cervero                                                                                                                                                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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