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03/11/2011

Il divino ...ci abita

 

 

 

Il divino … ci abita

 

 

 

“ E’ inutile presentarsi a Dio/col viso coperto, Egli toglierà tutte le bende della nostra finzione./

 

Ci guarderà in faccia ./ Ecco, alcune sorelle non hanno pensato / che io  volevo  guardare in faccia / il Signore.

 

E mi hanno bendato il viso. Questa è la tristezza della mia mummia:/ non hanno pensato che io volevo la carezza divina”

 

                        ( A. Merini)

 

Comincio con le parole di una bellissima poesia di Alda Merini,donna e poetessa del 900  di grande spessore e sensibilità la quale  ha vissuto nella sua travagliata vita  l’esperienza devastante della malattia mentale e del conseguente ricovero in cliniche psichiatriche. A due anni dalla  sua morte  il ricordo di lei rimane inalterato grazie anche  ai suoi scritti e alle sue poesie che danno , a chi sa leggere, la misura del suo profondo e sofferto  percorso  umano e religioso e   arricchiscono l’esistere di chi la legge. La  fede  in Dio di Alda Merini traspare, secondo me , palese già dalle parole di questo testo , lei presenta  un Dio capace di fasciare le ferite dell’uomo  e di togliere le bende dai  corpi da Lui guariti. E questo , Dio  lo fa sempre sotto gli occhi ciechi e incapaci di “vedere” di chi sta intorno a coloro che soffrono e si ferma  solo ai loro visi bendati e ai corpi mummificati e  non percepisce la presenza e la leggerezza della carezza di Dio su di essi. Il 28 ottobre si festeggia insieme a San Simone anche la memoria di San Giuda Taddeo ( troppo spesso confuso con Giuda Iscariota  di ben più  triste fama), apostolo e cugino di Gesù.,in quanto egli era figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa, sorella della vergine Maria. Martirizzato in Persia dove si era recato per evangelizzare dopo la Pentecoste , viene ricordato per i suoi poteri taumaturgici enormi, ed è da sempre considerato il santo delle cause impossibili. Voglio menzionarlo  a proposito qui , dopo la poesia di Alda Merini che parla di volti bendati e piagati , perché molti documenti indicano in Giuda Taddeo colui che fece giungere ad Edessa, in Turchia , il Mandylion ( fazzoletto) su cui era impressa prodigiosamente l’immagine del volto di Cristo. E la tradizione racconta che Abgar , tetrarca proprio di Edessa , affetto da lebbra, dopo aver guardato l’immagine di Cristo sul Manylion portatogli da Giuda Taddeo, guarì miracolosamente. Per questo sulle immaginette del santo appare Giuda Taddeo che raggiante,mostra il Mandylion al mondo. Solo guardando il volto di Gesù , Egli ci “ toglierà tutte le bende della nostra finzione”, sembra dirci il Santo parafrasando le parole della poesia sopra citata. Anche una sua la lettera , contenuta nel Nuovo Testamento e che vi invito a leggere ,dove il santo condanna tutte le false dottrine degli eretici e le loro condotte scandalose , appare un invito a rimanere nella della luce, anche quando siamo travolti dalle oscurità fuori e dentro di noi ( come in questo difficile momento storico) perché come scriveva Edith Stein “ più si fa buio intorno a noi ,più dobbiamo aprire il cuore alla luce dell’alto”

 

Termino con una splendida poesia scritta da Papa Giovanni Paolo II e che sembra scendere come una luce dall’alto della cappella Sistina

 

“Mi trovo sul limite della Sistina / Forse tutto ciò era più facile interpretare/ nel linguaggio  della Genesi/ Ma il libro aspetta l’immagine / E’ giusto /  Aspettava un suo Michelangelo./Poiché Colui che creava / vedeva e vide che ciò era buono / Vedeva e allora il Libro aspettava / il frutto della visione / Sto invocando i vedenti di tutti i tempi ./ Sto invocando Michelangelo /Nel Vaticano è posta una cappella / che aspetta il frutto della tua visione /La visione aspetta l’immagine / da quando il Verbo si fece carne / la visione da allora aspetta”

 

Tutti i contenuti presenti nella sezione e negli articoli sono da considerarsi di proprietà dell’autrice che se ne riserva tutti i diritti

 

 

 

Trudy Borriello  

 

 

 

 

 




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Trudy Borriello - trudy.vitolo@fastwebnet.it

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