Operaio muore schiacciato da una pressa in Costiera Amalfitana
MINORI — Tragedia sul lavoro in costiera amalfitana. Alla cartiera Camera di Minori, nella notte tra venerdì e sabato, un operaio è morto schiacciato dal macchinario col quale stava lavorando. Michele Cioffi, cinquantesei anni, era originario del piccolo centro sito tra Maiori e Amalfi. L'uomo stava svolgendo il suo regolare turno di lavoro quando accidentalmente è stato inghiottito da una ribobinatrice. La macchina, utilizzata per lavorare la carta, si è bloccata e quando l'operaio ha provato a sbloccarla è rimasto incastrato negli ingranaggi. Solo dopo una trentina di minuti i colleghi sono riusciti a liberarlo. Vano si è rivelato il trasporto in ambulanza al pronto soccorso di Castiglione di Ravello. I sanitari nulla hanno potuto. L'operaio è deceduto poco dopo il ricovero per lo schiacciamento degli organi interni. I carabinieri della stazione di Maiori hanno sequestrato il settore produzione della cartiera e nella giornata di lunedi effettueranno i rilievi del caso, con l'ausilio dei tecnici del servizio infortuni, per accertare le cause dell'incidente. Resta invece in coma, ma migliora lentamente, Alfonso Coppola l'operaio originario di Castel San Giorgio caduto da un'impalcatura nella serata di venerdi a Via Schipa a Salerno. Gli ultimi gravi episodi legati agli incidenti sul lavoro a Salerno e provincia preoccupano le organizzazioni sindacali provinciali. Il segretario generale della Cisl Piero Ciotti analizza la situazione: «Sui cantieri l'applicazione delle norme di sicurezza è molto blanda - rileva il sindacalista - manca proprio la propensione culturale ad occuparsi del problema. Tutti esprimono sdegno quando ci scappa il morto, ma concretamente si fa davvero poco per tutelare gli operai sul posto di lavoro. Ormai quotidianamente ci ritroviamo a parlare di morti bianche. Sembra che gli operai, che si svegliano al mattino per guadagnarsi il pane, vadano in guerra. Entro la fine del mese firmeremo un protocollo con l'Ance costruttori e l'ispettorato del lavoro per le questioni relative alla sicurezza dei lavoratori. La sottoscrizione del protocollo da parte delle imprese rappresenterà per loro un bollino di garanzia. Quando ci sarà una gara d'appalto le ditte firmatarie del documento saranno favorite nell'assegnazione dei lavori e anche i Comuni potranno rilasciare loro la licenza edilizia». La Cgil, stando alle parole del segretario provinciale Franco Tavello, potrebbe rifiutarsi di sottoscrivere il protocollo: «Ho firmato già tanti protocolli negli ultimi tempi e non ci sono mai stati riscontri positivi - precisa l'esponente della Camera del Lavoro - la Cgil non firmerà l'ennesimo pezzo di carta se non sarà messa in campo una corresponsabilità degli enti appaltanti e non sarà intensificata la lotta al lavoro nero. C'è bisogno di più uomini e più mezzi per garantire la sicurezza. Per esempio i carabinieri non hanno avuto modo di controllare il cantiere di Via Schipa dove si è gravemente ferito l'operaio Alfonso Coppola. Se ci fossero stati più rappresentati delle forze dell'ordine forse si sarebbe potuto evitare l'accaduto. Propongo di inserire delle clausole nelle gare d'appalto in cui si penalizzino le imprese i cui operai sono stati vittima di incidenti sul lavoro ». Proposte per migliorare le condizioni di sicurezza sui cantieri le avanza anche Luigi Ciancio della Feneal Uil: «Ci sono tecnici che dovrebbero seguire decine di cantieri contemporaneamente - conferma il sindacalista - è materialmente impossibile. Massimo due devono essere gli incarichi per ogni tecnico. Sia il tecnico che il datore di lavoro devono essere sanzionati penalmente nel caso si verifichino incidenti e, se recidivi, allontanati dal posto di lavoro. Bisognerebbe impedire, poi, che docenti universitari, impegnati in altre attività, siano incaricati di sovrintedere ai lavori sui cantieri». Giuseppe De Caro