SANT’AGNELLO. Nel paese dove troppo spesso l’informazione è distante dalle problematiche emerse dai consigli comunali, ieri si è svolto un civico consesso.
Al centro dell’assise cittadina, il piano di zona 167. Il sindaco Piergiorgio Sagristani ha letto velocemente e sotto voce una sintesi della tormentata cronistoria delle vicende riguardanti la costruzione degli alloggi, previsti rispettivamente in località San Martino e vicino alla chiesa dei Colli di Fontanelle. Dopo il dibattito, l’assemblea ha approvato a maggioranza (ben 6 assenti e un voto contrario) la richiesta delle cooperative assegnatarie “Sant’Antonio” e “Sweet House” di invertire il sorteggio per l’assegnazione dei lotti. In estrema sintesi, è stato deliberato di assegnare il lotto San Martino alla cooperativa “Sant’Antonio” e quello dei Colli di Fontanelle alla “Sweet House”, modificando quindi l’ordine del sorteggio (l’una aveva il diritto di proprietà e l’altra il diritto di superficie dei due lotti). L’altro punto all’ordine del giorno riguardava la ratifica di una variazione di bilancio, illustrata dall’assessore Giuseppe Coppola prima dell’ok a maggioranza dell’assemblea. Del consiglio si è poi discusso, per pochissimo, anche in piazza. Qualcuno ha tentato di spiegare la decisione sulle coop a un cittadino calciofilo tramite un esempio ai limiti dell’assurdo (con soggetti impropri, strutture già concluse) che comunque potrebbe aver orientato chi non ha mai studiato Diritto. “E’come se al Mondiale svoltosi in Italia la Germania, ipoteticamente con diritto di proprietà dello stadio milanese, fosse stata inizialmente sorteggiata per giocare a Napoli e contemporaneamente l’Argentina, con diritto di superficie dello stadio napoletano, fosse stata sorteggiata per giocare a Milano: si è deciso di invertire i campi in modo da migliorare le cose”. Pronta la risposta: “Ma allora perché è stato fatto il sorteggio?”.
Nel Po