L'elettricità senza fili? Fu inventata (per scherzo) a Positano
di NICOLA FRUSCIONE La notizia è di ieri: negli Usa hanno scoperto il modo di accendere una lampadina senza l'apporto dei fili. Una spirale inserita in una presa di corrente, una lampada posta dall'altro capo di un campo magnetico e zac! La luce fu.
È un evento per il mondo scientifico ( e industriale), i giornali vi hanno dedicato pagine intere, ma a noi ha fatto venire alla memoria la storia di un giovane salernitano, Saverio Natella, figlio di un industriale dell'arte bianca, che in un giorno dell'anno di grazia 1932 mise a rumore il mondo annunziando di aver scoperto il modo di produrre energia captando con un'antenna hertziana la forza del sole. Saverio era un buontempone, aveva solo diciannove anni ed altrettanti dovevano averne i suoi amici di bagordi Luigi d'Angerio, il principe che divenne ancora più noto in costiera quando acquistò la torre dello Scarpariello appartenuta al barone Compagna, Alfredo Pappalardo e Antonio Caiafa che lo aiutarono a comporre il progetto che interessò perfino Mussolini. Furono infatti i suoi tre amici a creargli intorno un alone di mistero, giocando molto sul fatto che egli aveva studiato fino all'anno prima in un convitto di Pisa dove si insegnavano materie tecniche e con lui scelsero Positano come teatro dell'esperimento, un po' perché era il luogo in cui trascorrevano le loro vacanze estive, un po' perché il paesino della Costiera, non ancora famoso, non aveva la luce elettrica.
Il solo annunzio della scoperta ed il da farsi che impegnò la combriccola nella costruzione dell'antenna, rivoluzionò il mondo scientifico italiano. Si raccontò che Guglielmo Marconi avesse invitato Saverio Natella a dar prova della sua scoperta sull'Elettra, ma quel che è certo fu l'arrivo a Positano di un colonnello del Genio militare con l'incarico « nell'interesse della Nazione » di bloccare l'invenzione per evitare che passasse nelle mani delle compagnie straniere anch'esse presenti con i loro rappresentanti.
Don Saverio Cinque, popolare parroco del paese, personaggio sul quale Scarfoglio scrisse un memorabile articolo, fu il primo a sposare la causa dell'omonimo Saverio. I giornali ripresero le sue parole ed un quotidiano napoletano vi fece un grande titolo in prima pagina « strillando » : « Positano senza luce dà la luce al mondo » .
La sera fissata per l'esperimento sulla spiaggia, resa poi famosa dalla Buca di Bacco, e da Leoni al sole di Vittorio Caprioli, c'era un bel po' di gente. Gli uomini del Genio militare s'erano schierati a difesa della cassetta nella quale l'inventore aveva sistemato l'impianto. Su un piccolo palco, con le autorità, gli amici che facevano da spalla. Fu da uno di loro che partì il grido fatale: « Save' appiccia » che doveva accompagnarlo come soprannome per tutta la vita. Saverio girò un interruttore e la luce illuminò la spiaggia con una serie di lampadine al tungsteno tra gli applausi mentre i giornalisti si precipitavano a comunicare la riuscita dell'esperimento. La cassetta fu bloccata dal colonnello mandato ( si disse per decisione di Mussolini) da Roma e trasportata nella capitale: ne venne fuori un groviglio di fili e un piccolo accumulatore che aveva dato all'inventore qualche giorno di gloria E Guido Piovene ha raccontato la storia nel suo Viaggio in Italia, Dino Buzzati e Gaetano Afeltra
Corriere del Mezzogiorno
Positanonews vuole approfondire con documenti e foto la vicenda e ricordare il personaggio inviate info a cinquemi@michelecinque.191.it e info@positanonews.it