GIUSEPPE DAMIANO Sorrento. L’ottimismo è durato giusto il tempo di registrare il solito, prevedibile, boom dei ponti del 25 aprile e del primo maggio. Poi, dalle entusiastiche aspettative sulla nuova stagione si è passati presto a giudizi e parole poco confortanti. Motivo? Il maggio del turismo sorrentino è stato un mezzo flop. «Forse uno dei peggiori degli ultimi anni - sentenziano i tour operator - E il prosieguo della stagione non sarà esaltante». Una mazzata che gli agenti di viaggio quantificano in un 6 per cento in meno di presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Al momento, nessuno vuol sentire parlare di crisi, eppure il campanello d’allarme mette ugualmente in ambasce gli operatori del comparto. «In effetti – spiega Paolo Durante, tour operator, titolare dell’agenzia Ovest di Sorrento – il quadro della situazione ci preoccupa. La flessione è evidente e le aspettative non sono affatto ottimistiche. A mio avviso, la costiera sorrentina sta pagando lo scotto delle emergenze di vivibilità che attraversano la regione, e in particolar modo la città di Napoli e i centri della provincia partenopea». Poi, una precisazione: «Il nostro territorio – prosegue Paolo Durante - non può considerarsi un mondo a parte: i turisti, infatti, per raggiungerci devono passare dall’aeroporto di Capodichino, dagli scali portuali di Beverello, devono attraversare la città e le stazioni ferroviarie di Napoli, devono viaggiare lungo le strade della provincia. I problemi della regione diventano, così, inevitabilmente, i nostri problemi. Inutile nascondersi e cercare sempre di ostentare sicurezza e fiducia: al momento, la situazione alle porte della costiera è drammatica». Un dramma alimentato da due emergenze riesplose con prepotenza negli ultimi mesi: rifiuti e sicurezza. «Il turismo in costiera sorrentina – spiega Paolo Durante – è riuscito finora a limitare i danni solo perché ha attuato una politica di gestione del comparto che l’ha portata a crescere e a distinguersi da altre realtà limitrofe. Ora registriamo un calo, è vero, ma non attraversiamo una crisi. Se il crollo di presenze è stato scongiurato, è solo perché stiamo ancora raccogliendo quanto finora seminato. Ma, intorno a noi, qualcosa deve cambiare». È dello stesso avviso anche Gino Acampora, albergatore e tour operator che ruota nell’orbita della Tui, l’agenzia tedesca con diramazioni in tutto il firmamento turismo internazionale: «Si sta delineando una brutta stagione per il turismo. Al momento, registriamo un’offerta che supera di gran lunga la domanda. E a soffrire sono soprattutto le strutture dei centri limitrofi o delle aree collinari. Oltre ai problemi rifiuti e criminalità, che scoraggiano tantissimo il mercato italiano, aggiungerei anche la diffusa crisi economica, che investe oramai gran parte dei paesi dell’Unione Europea, e il mutamento del clima. Mi spiego meglio: negli stati a nord dell’Italia, ad esempio, si registrano temperature talmente miti che, tedeschi, russi o scandinavi, che solitamente preferivano a maggio la costiera sorrentina per il sole e il mare, sono rimasti a casa». Chi vede il bicchiere mezzo pieno è invece il presidente di Federalberghi Campania, Costanzo Iaccarino. «La flessione sembra essere lieve- spiega - tuttavia, non avendo ancora a disposizione il bilancio numerico dei primi mesi della stagione turistica in costiera, preferisco evitare ogni commento».