Maria Cristiana Fioretti viaggia tra la Francia e l’Italia; vive tra Menton e Milano, e ripete affondi nel centro Italia (è nata a Montemarciano, in provincia di Ancona). E’ validissima docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, e tiene il seguitissimo "Corso di Cromatologia".
Ecco una scheda su questa disciplina, che si può trovare in: http//www.accademiadibrera.milano.it ed in particolare in: http://www.accademiadibrera.milano.it/rita_vo1_fr.htm :
Con il corso di Cromatologia si intende analizzare le tecniche espressive e le poetiche artistiche attraverso lo studio dei problemi della percezione cromatica. Con la fase teorica si approfondirà la conoscenza dell'uso dei colori, con la fase tecnico-pratica si sperimenterà il laboratorio concepito come centro di coordinamento didattico sperimentale con verifiche tecnico-pratiche, dibattiti e conferenze. Programma didattico: "La teoria del colore ha finalità estetiche e scaturisce dall'esperienza e dal modo di vedere di un pittore. Per gli artisti sono essenziali gli effetti dei colori e non tanto i loro caratteri fisici, studiati dai chimici e dagli scienziati. Gli effetti cromatici sono controllabili mediante la percezione visiva. I più profondi ed essenziali segreti del cromatismo restano impercettibili agli occhi e si possono cogliere solo col cuore". Johannes Itten Parte generale Storia dell'uso del colore dalla Preistoria alla Contemporaneità. (Analizzare nei vari periodi storici le opere d'arte più rappresentative e confrontarle tra loro).
La Fioretti nelle sue redazioni pittoriche, molto calibrate nella loro fluidità, riesce a marcare e a sostanziare possibilità per una figurazione più ideale, che effettiva; infatti, tratta, per sintesi, sia il richiamo grafico della forma e sia l’impatto cromatologico per far intendere che negli archi e nelle articolate sedimentazioni possono palesarsi attese ed aperture.
Si comprende, perfettamente, che tutto è giocato sul limite di una finestra sempre ideale, di una cortina invisibile, ove tambureggiano le certezze acute di soglie e di margini.
Il suo intendimento ludico indugia dolcemente e mantiene un contatto pudico con le periferie del limite, che assolutamente non ravvede come soglia precisa di preclusione, bensì come demarcazione di una fantasia possibile.
Sentimenti forti la spingono ad intervenire, a cancellare il bianco di immacolate tele per stendere colori su colori, passo dopo passo, movimento dopo movimento, gesto dopo gesto per afferrare, in fondo, i nostri sussulti quotidiani.
Il "far pittura" di Maria Cristiana Fioretti si presenta ancor più accattivante su partiture luminescenti.
Un senso di realtà pervade gli scenari, ma, con una strumentazione ampia di arnesi, l’artista costruisce filtrati paesaggi di netta impronta mediterranea in cui “viaggia” una ritmicità moderna, ventilata da accordi cromatici ricercati.
Le sue opere sostanziano ricercati rapporti cromatici e spiccano per resa ed equilibrio.
Maurizio Vitiello