Dopo l’incontro svoltosi a Positano il 27 gennaio scorso, questa mattina si è svolto a Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno, su iniziativa dell’Ente Provinciale al Turismo di Napoli, un tavolo di concertazione per presentare il progetto di marcheting dell’ATI, aggiudicataria del bando dell’EPT di Napoli, relativo ad un marchio unico che potesse accorpare la Costa Amalfitana con quella Sorrentina.
Su tale incontro è intervenuto il Consigliere Regionale di AN Salvatore Gagliano, Presidente della Commissione Statuto, che ha dichiarato: “Questa mattina si è svolta alla Provincia una riunione che oserei dire un po’ “carbonara”, nella quale hanno pensato bene di coinvolgere solo una parte delle persone che ne avessero titolo. Non è pensabile organizzare un incontro all’Ente Provincia e non coinvolgere il Presidente Villani, che, fra l’altro, ha anche la delega al Turismo ed ha un ruolo di notevole prestigio a livello nazionale.
L’EPT di Napoli, delegata dalla Regione in tale iniziativa, deve comprendere che la Costiera Amalfitana è totalmente diversa rispetto a quella Sorrentina. E noi, a chiare lettere, abbiamo fatto comprendere che desideriamo, tutti, avere la nostra identità, che è: ” Costiera Amalfitana”.
Tutte le loro iniziative sono finalizzate solo a spostare un flusso turistico dalla costa salernitana a quella napoletana. Conosciamo bene il loro modo di fare.
Con l’attenuante di dover spendere i 2, 5 milioni di euro di finanziamento, assegnato dall’Assessorato al Turismo della Regione, vogliono metter in atto un quadro di iniziative, che, di certo, penalizzerebbe la Costa d’Amalfi.
Non comprendo perché, ad un tavolo di concertazione tanto importante per un’area ad esclusiva vocazione turistica,, non siano coinvolte le Associazioni Albergatori, l’Ente Provincia, e, perché no, i Consiglieri Regionali del salernitano che conoscono le problematiche collegate alla nostra costa certamente meglio di un commissario nominato a rappresentare l’Ente Provinciale per il Turismo.
Questo finanziamento, che non si riesce ad utilizzare, dimostra l’evidente sperpero del denaro pubblico elargito dalla Regione Campania”.