Ci perviene da Berlino la seguente breve nota di commento dell’architetto ed artista
Alessandro Carlini su Leopoldo Marciani, di cui è prevista l’antologica, che sarà
inaugurata sabato 2 giugno 2007, al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara: “Da
ragazzo io vivevo a Lanciano con la mia famiglia e spesso seguivo tre pittori
Marciani, Renzetti ed un terzo di cui mi sfugge il nome, quando loro nel
pomeriggio dopo pranzo, andavano a dipingere all’aperto, nella città storica
o in campagna.
Io li seguivo ed in un certo senso li spiavo per capire e osservare come loro
dipingevano e per ascoltare i loro dibattiti, che spesso non capivo del tutto.
Ricordo, però, che Leopoldo Marciani secondo me era molto bravo; mi
affascinava sempre il tipo di luce che era nei suoi quadri, nei suoi paesaggi
e il tipo di segno e le tracce che lasciavano il suoi pennelli sulla tela, in poche
parole la sua individualità. Poi, però, Leopoldo Marciani si trasferì ed io negli
anni solo saltuariamente ho sentito di lui e ho visto suoi lavori. Anch’io allora
mi interessavo per l’arte; questo interesse mi ha accompagnato fino ad oggi,
anche se professionalmente sono architetto.
Di me non dico che io sono un artista, ma sono uno che produce oggetti, quadri
e a volte sculture e quasi regolarmente, una volta all’anno o più, mi confronto
in una mostra con il pubblico.
Ad eccezione dei quadri che realizzo in collaborazione con mia moglie e che
trattano il tema della architettura e del paesaggio io non sono un figurativo;
lo spazio, la geometria, le forme artificiali, l´artefatto per sé, la luce, la
composizione sono le cose che mi interessano particolarmente; in Italia
partecipo spesso alle attività del gruppo di artisti "Iperspazialisti" intorno a
Ettore Le Donne di Montesilvano. A Lanciano anni fa ho fatto una grande mostra
"Architettura e Paesaggio”.
Molti consensi giungono all’artista Leopoldo Marciani, che ha lavorato con serietà nel campo dell’educazione artistica e con discrezione ha vissuto la pratica del “fare arte”.
Maurizio Vitiello