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12/05/2007

Gli articoli di Aprile di Agorà/beni culturali

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Il conservatorio di Pucara a Tramonti

Nel nostro piccolo territorio può capitare di osservare storie che si scoprono simili anche quando si evolvono a notevole distanza l’una dall’altra.
Storie che nascono dal nostro comune passato e procedono uguali, anche nel nostro presente, proprio perché venute fuori da un’ unica matrice culturale, da un sostrato sociale inconfondibilmente unitario.
La stessa matrice culturale che spinse un cittadino di Maiori, Leonardo Russo, ed uno di Tramonti, Francesco Antonio Ricca, a prodigarsi, verso la fine del seicento, per la costruzione di un convento nel proprio paese.
Così nacquero due stupendi complessi architettonici, due diverse storie che , come detto, procedono in modo parallelo, quello del SS.Rosario a Maiori e quello di S.Giuseppe e S.Teresa a Tramonti: entrambi andarono a svolgere, grossomodo, gli stessi compiti, soprattutto educativi, nell’ambito della società locale; entrambi furono soppressi alla fine dell’ottocento(a seguito dell’ abolizione degli ordini religiosi) incamminandosi così verso il moderno destino.
Ancora oggi i due complessi condividono la loro sorte, filtrata attraverso la moderna formazione culturale che unisce il nostro territorio, quella matrice che può essere chiamata ora “linea politica” e che consente di lasciare abbandonato a se stesso il monumento maiorese, di non progettare per anni e anni un suo recupero strutturale e storico-culturale e, anzi, di trasformarlo un un deposito di materiali usati; quella politica che, a Tramonti, fa addirittura pensare di rinunciare al caratte
re storico-monumentale dello splendido Conservatorio.
La vicenda di Tramonti merita,purtroppo, di essere spiegata meglio: l’antico complesso seicentesco di fattura barocca, comprende una piccola chiesa a croce greca collegata direttamente alla struttura monastica divisa su tre piani, con al centro un bel chiostro.
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti– Dipartimento per le Opere Pubbliche e per l’Edilizia – Direzione Generale per l’Edilizia Residenziale e le Politiche Abitative- mette a disposizione un finanziamento per il comune di Tramonti (pari a euro 2.582.285) “per il recupero di n. 26 alloggi pubblici danneggiati dal sisma del 1980”.
La zona dove investire questa somma è quella di Pucara , una zona dove, secondo il Piano Urbanistico Territoriale, sarebbe consentito solo il restauro e il risanamento conservativo e non la costruzione ex novo di edifici.
Vista l’impossibilità di costruire nella zona, ma l’obbligatorietà di investire questi fondi per scopi abitativi, l’amministrazione individua nell’antico conservatorio, con un tempestivo cambiamento ad uso residenziale dell’intero immobile, i 26 alloggi da ristrutturare in questione.
Contro questa azzardata manovra, che tende a sottrarre, stravolgendolo, uno spazio cittadino di sicura utilità socio-culturale e che denuncia una cognizione burocratica opposta alle esigenze della comunità, si sta battendo sia il comitato civico “Cittadini di Tramonti” che l’associazione “Italia Nostra”.
Luca Di Bianco




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