
GIAPPONE, 23 RIENTRI A FIRENZE: 14 CONTAMINATI
FIRENZE - Sono ufficialmente 23 le persone che si sono sottoposte a controlli sulla radioattività al ritorno dal Giappone, di queste su 14 (fra cui otto componenti del Maggio Fiorentino) sono state individuate lievi tracce di iodio 131 nelle urine da mettere probabilmente in correlazione con l'incidente nucleare. Una dose, secondo il ministero della Salute che lo ha reso noto, «comunque inferiore al limite della normale esposizione ambientale consentita e quindi si escludono rischi per la salute». Le dosi rilevate sono inferiori di un migliaio di volte a quella che viene somministrata giornalmente nelle migliaia di pazienti che in tutto il mondo sono sottoposti all'esame della tiroide con scintigrafia (30 microCurie) ed almeno centomila volte inferiore alle somministrazioni di iodio 131 effettuate a scopo terapeutico per ipertiroidismo (5 milliCurie)« ha spiegato il professor Giampaolo Biti, direttore della radioterapia di Careggi. »La letteratura internazionale consolidata da oltre mezzo secolo - prosegue Biti - non ha mai osservato in coloro che sono stati sottoposti a indagini sulla tiroide od a terapie per ipertiroidismo effetti collaterali gravi o tumori radio indotti. Queste quantità si riducono progressivamente, fino a sparire nel giro di 120 giorni«. Per fare fronte ad ogni possibile evenienza, gli ospedali hanno messo a punto procedure interne per gli esami da effettuare sulle persone che si ritengono a rischio. Il ministero della Salute ha già reso note sul proprio sito le strutture sanitarie di riferimento individuate dalle Regioni per i controlli sanitari degli italiani rientrati dal Giappone, e già alcune decine di italiani si sono presentati per gli esami di accertamento. Una cinquantina dei componenti del Maggio musicale fiorentino, atterrati la notte scorsa a Pisa, si sono recati subito al Teatro Comunale di Firenze per sottoporsi ai test per verificare se c'‚ stata contaminazione da radiazioni nucleari. Ieri sera, inoltre, altri musicisti e membri dello staff del Maggio (44 persone) sono rientrati in Italia con voli di linea atterrati a Roma e Milano. Al Teatro Comunale di Firenze Š stato allestito un presidio sanitario e i controlli vengono eseguiti da medici dell'ufficio di medicina preventiva della Asl 10. Quanto ai controlli, non è definito un protocollo unitario, ma si fa ricorso ad esami specifici per rilevare la contaminazione da radiazioni, come ad esempio la spettrometria (per rilevare tipo e percentuale di radiazioni 'assorbitè) ed esami di tipo radiometrico (per la misurazione della eventuale radioattività sul corpo). NESSUN RISCHIO Nessun rischio per i primi italiani provenienti dal Giappone su cui sono stati effettuati fino ad ora i controlli sanitari. Attualmente sono 23 le persone sottoposte ai test, di cui 3 in Lombardia, presso l'ospedale Niguarda Cà Grande di Milano e 20 in Toscana di cui 14 presso l'Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze e 6 presso l'Azienda Ospedaliera di Pisa. Tutte le persone controllate sono risultate negative all'esame radiometrico esterno per la rilevazione di contaminazione cutanea o tiroidea. Lo riferisce, in una nota, il ministero dela Salute. «In 14 delle persone esaminate, 11 in Toscana e 3 in Lombardia, sono state rilevate - si legge nella nota - lievi tracce di iodio 131 nelle urine, da mettere probabilmente in correlazione con l'incidente nucleare. Questo lieve aumento è comunque inferiore al limite della normale esposizione ambientale consentita e quindi si escludono rischi per la salute. Al riguardo, si sottolinea che l'esame è stato eseguito con strumenti di ultima generazione ad altissima sensibilità che registrano anche quantità infinitesimali di radioattività». Dopo l'incidente alla centrale nucleare giapponese di Fukushima, legato al terremoto dell'11 marzo, «sono stati identificati - spiega il ministero- in stretta collaborazione tra Regioni e ministero della Salute, i centri regionali per l'effettuazione delle visite e dei controlli per i cittadini italiani e stranieri che rientrano dal Giappone perverificare eventuali contaminazioni radioattive». E sono «attualmente attivi 23 centri ospedalieri in dieci Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d'Aosta, Emilia Romagna e Sardegna. UNO DEI 'POSITIVI': "SONO RELATIVAMENTE TRANQUILLO" «Ho sentito uno degli 8 trovati positivi. Mi ha detto di essere stato informato da Careggi nel pomeriggio e che ora è relativamente tranquillo: certo avrebbe preferito avere notizie diverse». Lo racconta Silvano Ghisolfi, Rsa Cgil, che ha spiegato di aver raggiunto telefonicamente uno degli 8 componenti del Maggio musicale fiorentino ai quali sono state riscontrate piccole tracce di Iodio 131, a seguito degli esami sulle urine effettuati dopo il suo rientro in Italia dal Giappone. Nell'Azienda ospedaliero universitaria Careggi sono state 14 le persone sottoposte ai controlli: 11 state trovate positive. Ghisolfi ha sottolineato che «si tratta di una persona che è stata una delle prime a rientrare in Italia da Tokyo dopo che è stata annullata la tournee. Ora quello che ci fa preoccupare è il pensiero all'orchestra che ha proseguito il tour spostandosi in Cina». Per l'onorevole Fabio Evangelisti, segretario Idv Toscana, «per questa vicenda, resta un epilogo inaccettabile, sulla pelle di lavoratori innocenti, che poteva essere scongiurato se solo, in quelle ore drammatiche, le decisioni fossero state prese con maggiore tempestività e senso di responsabilità. Per qualcuno, invece, conta soltanto il ritornello dei Queen, 'The Show Must go on', in barba alla salute e ai diritti delle persone». «Minacce di licenziamento o meno, abbiamo assistito a una grave incapacità di prendere decisioni importanti - aggiunge -: per questo, chi allora ha esitato, a Firenze come alla Farnesina, dovrà assumersi tutte le gravissime responsabilità per aver esposto i lavoratori del Maggio in tournee a Tokyo a un così concreto quanto inutile rischio».
Michele Pappacoda