Digiunare con …. il cuore
Vorrei cominciare questa mia breve riflessione sull’inizio della Quaresima, con un pensiero tratto dalla lettera d’addio che il grande scrittore Gabriel Garcia Marquez,affetto da cancro in fase terminale, sta facendo circolare su Internet a mò di saluto ai suoi amici , che mi è stato inviato da una cara amica Isabella , donna di gusto e sensibilità e che mi ha colpito per la sua profondità e bellezza. Sì parlo di bellezza perché a far da sfondo a questa particolare missiva c’è una Parigi mostrata in fotografie stupende, di giorno, di notte ,in bianco e in nero ,in una galleria di colori e di monumenti che sembrano prendere vita tra le parole di questo scrittore che sebbene morente sembra salutare in questo modo la vita, la sua è come una preghiera,ma fatta di parole … laiche , ma dette con un cuore credente in Dio e nella vita di cui lui sa che la morte è comunque parte integrante .
“ Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice , butterei me stesso di fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima. Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiamo, non sapendo che invecchiano solo quando smettono di innamorarsi”
Parole di un uomo che vuole afferrare ogni istante e esporlo al sole della vita così come essa è , con momenti belli e meno belli,senza inutili orpelli, e che invita a non dimenticare mai che bisogna continuamente cercare l’amore ,per non essere anzi tempo vecchi già dentro,lui parla di innamorarsi della vita ogni giorno come il grande segreto della felicità quaggiù ,sulla terra .Infatti dice ad un certo punto “ A un bambino darei le ali , ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ,ma con l’oblio”Non abbandoniamo il cuore all’oblio dell’amore!
Quanto detto,anche se può sembrare a prima vista un po’ strano, secondo me si ricollega benissimo al profondo significato del “digiuno” con il quale la nostra Chiesa fa cominciare il periodo quaresimale,un digiuno molto più ampio di quello rituale del mercoledì delle ceneri e del venerdì santo, dove ci è chiesto solo di astenerci dal mangiare carne. Chi ha delle orecchie grandi( non quelle del lupo di cappuccetto Rosso!!!) capaci cioè di ascoltarsi, sa benissimo che il vero digiuno a cui siamo ri-chiamati tutti ,in realtà è quello della vigilanza ma verso se stessi ,per poter diventare più capaci e liberi di “ascoltare” il grido di chi” ha veramente fame”.una fame di amore , fame di senso , fame di ascolto, fame di cibo( ultimo ma non ultimo!!!). Le orecchie a cui si fa riferimento qui, sono quelle che diventano grandi come recipienti, pronti cioè ad accogliere per poi dare, solo in coloro il cui cuore si è già ormai allargato,dilatato per “tentare di smuovere le troppo spesso insormontabili montagne” dell’egoismo umano .Ecco perché il profeta Gioele nel Vecchio Testamento ,esorta il suo popolo con queste parole che vengono ricordate proprio nella liturgia del mercoledì delle ceneri:
” Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio , perché Egli è misericordioso e benigno”( Gio.2,13), parole che ben si collegano a ciò che dice il Vangelo della stessa liturgia : ”Quando pregate non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini ….. quando digiunate non assumete aria melanconica come gli ipocriti , che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano .In verità vi dico:hanno già ricevuto la loro ricompensa” ( ( Mt.6,16-18).Gettiamo le ceneri sui nostri mascheramenti, su i vari Arlecchino, Pulcinella, Pierrot, Brighella , Balanzone ,Zorro, D’Artagnan , sulle varie Colombine , Fatine e Cappuccetto Rosso del nostro quotidiano e carnevalesco apparire!Ripenso ai bucati delle nostre case del passato, guarda un po’, lavati proprio con la cenere e perciò impregnati di un fresco e indimenticato profumo e così bianchi …….
Ho fatto prima riferimento alle ipocrite montagne del nostro egoismo che si possono tentare di scalare solo con un cuore molto “capiente d’amore”, allenato cioè da digiuni dell’essere che non snelliscono esteriormente,per un effimero apparire,ma che alleggeriscono senz’altro dentro, rendendoci migliori. .Voglio però finire positivamente con un pensiero su altre montagne da ascendere ,sempre tratto dalla lettera di Gabriel Marquez, in cui molto saggiamente l’autore ci ricorda come poter “essere” un po’ più felici subito :”Ho imparato che ciascuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.”
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Trudy Borriello