Gli allevamenti di tonni in Costiera Amalfitana non s’hanno da fare. Questa volta a fermare il Comune di Cetara non sono stati gli ambientalisti o il Comune di Maiori, ma la Regione Campania che ha detto stop agli impianti di ingrasso di tonni con una nota, la numero 963/59, firmata personalmente dall’assessore regionale all’ambiente Luigi Nocera, trasmessa ieri mattina al Comune di Cetara e per conoscenza al Comune di Maiori.
Manca la valutazione di impatto ambientale, la cosiddetta VIA, prevista dal Dpr del 12 aprile 1996, per cui l’assessore Nocera “invita a voler sospendere ad horas ogni attività” avvisando che “in mancanza, trascorsi dieci giorni si procederà ad attivare azioni di tutela in sede giudiziaria.” Una vera e propria intimazione che fa seguito ad un’ordinanza dello stesso tenore fatta dal Comune di Maiori. Di qualche giorno fa la richiesta del consigliere regionale Ragosta, dei verdi, di spostare a Pollica o in altri comuni l’allevamento dei tonni. Mentre Greenpeace aveva dichiarato, tramite il suo rappresentante nazionale, che sarebbe intervenuta con tutti i mezzi “possibili”. Soddisfazione dal Comune di Maiori “Questo atto dell’assessore regionale all’ambiente fa giustizia di quando sostenuto da sempre – dice il capogruppo di maggioranza del Comune di Maiori Salvatore Della Pace -, intanto si sono rilevati profili di irregolarità, ma in ogni caso il mare è un bene comune e, soprattutto se teniamo conto che la Costiera Amalfitana è un bene tutelato dall’Unesco, non si può decidere a discapito di tutti quando un’intervento viene a determinare una minaccia per l’inquinamento marino.” Una storia senza fine quella fra il Comune di Maiori e Cetara che si vedono contrapposti da mesi, questo atto potrebbe chiudere la partita ma la nota dell’assessorato regionale non ha ancora provocato reazioni favorevoli nel comune di Cetara, il sindaco Secondo Squizzato aveva dichiarato di voler continuare nel suo operato e di star agendo “nella piena e totale legalità, per cui nessuno può intervenire nelle scelte di nostra competenza territoriale.” Si profilano altre puntate che, salvo improbabili colpi di scena, dallo scontro mediatico arriveranno sicuramente a quello giudiziario.
Michele Cinque