Il Coordinamento Monarchico Italiano (CMI) inoltra una nota stampa del Capo di Casa Savoia, S.A.R. il Principe di Napoli Vittorio Emanuele:
"Ho letto oggi quanto pubblicato da “Il Fatto Quotidiano” in prima pagina relativo ad un video da cui emergerebbero fatti nuovi rispetto al tragico evento che portò alla dolorosa scomparsa del giovane Dirk Hamer. risulta essere un maldestro tentativo di voler ancora una volta colpire un cittadino strumentalizzando fatti già da anni chiariti. Fatti parte di un’inchiesta del 2006 promossa dal PM Woodcock risolta con la mia totale assoluzione perché “il fatto non sussiste”.
Un metodo giornalistico “ad orologeria” che già da tempo viene utilizzato per infangare le persone che non sono, per così dire, in linea con i desideri di una certa stampa e che regolarmente si trasforma in una bolla di sapone con una scia pesante e dolora per la vittima di questa pratica oggi usata da “Il Fatto Quotidiano”.
L’esame del testo delle conversazioni relative al video diffuso dal quotidiano di cui sopra, riportate dai brogliacci della Polizia Giudiziaria, già da tempo a disposizione, non aggiungono una virgola a quanto già noto e da tempo rappresentato. Anzi, fanno emergere l’evidente stato di difficoltà in cui versavo a causa del mio traumatico arresto e per la situazione incomprensibile in cui mi trovavo. Aggiungo che mi erano state somministrate ingenti dosi di sedativi ,necessari per il mio stato di ansia, che mi hanno provocato uno stato di grave confusione, somministrazione provata dalle analisi mediche effettuate alla mia uscita dal carcere di Potenza.
Desidero far notare come le frasi siano sconnesse tra loro con lunghe parti di parole incomprensibili o di pause che rendono impossibile il collegamento dei vari spezzoni con cui si vorrebbe accreditare la tesi dell’ammissione di colpa. Faccio notare che anche il video divulgato da “Il Fatto Quotidiano” è stato artificialmente montato con ben sette spezzoni diversi per tentare di dare senso compiuto alle frasi pronunciate. Tutto già più volte pubblicato nel 2006 da numerosi quotidiani e puntualmente chiarito anche negli atti processuali.
Sottolineo che:
1) Le parole del video sono assolutamente frammentate e sconnesse perché inframmezzate da lunghe pause e parti incomprensibili di registrazione che risultano addirittura montate ad arte.
2) Nessuna parola in più rispetto a quelle già note e chiarite emerge dal contesto del filmato registrato
3) Nessuna ammissione di responsabilità emerge dal contesto della registrazione ne mai sarebbe potuta emergere perchè responsabilità non ve ne furono
4) Consapevole di questo la Corte d’Assise di Parigi, che si espresse sulla base di inequivocabili prove oggettive: perizie balistiche (che provarono tra l’altro che la pallottola che colpì la gamba della vittima era una pallottola di una pistola e non di un fucile) oltre a numerosissimi accertamenti tecnici.
Questo squallido tentativo di rinfocolare dolorose vicende umane, attraverso notizie giornalistiche che tentano di accreditare fatti non veri, troverà la più ferma risposta in ogni sede giudiziaria, peraltro sottolineo che il video in oggetto e le relative trascrizioni erano già state trasmesse da Woodcock al Ministero della Giustizia Francese nel 2006. Il Ministro della Giustizia invio una secca e chiara risposta affermando che nessun procedimento poteva ne potrà mai essere riaperto a fronte di una sentenza della Corte d’Assise di Parigi fondata su inequivocabili prove oggettive di innocenza.
Non si comprende come questo quotidiano voglia rilanciare un fatto desueto e chiarito, qual è l’intento?
Ho già dato incarico all’Avvocato Francesco Murgia che proceda in ogni sede rispetto a coloro che volessero accreditare fatti o versioni diverse, o insinuare che da parte mia mai si sia riconosciuta una colpa per l’evento, al fine di ripristinare, semmai ve ne fosse bisogno, la verità dei fatti e a tutelare la mia innocenza dalle diffamazioni di coloro che citano le sentenze come verità solo quando queste verità corrispondono ai loro desideri strumentali.
Vittorio Emanuele”