L’intelligenza … del cuore
“ Dio fa all’uomo gli scalini per salire.
Dove glieli fa questi gradini?
Nel cuore.
Quando più vivo sarà il vostro amore,
tanto maggiore la vostra ascensione”
( Sant’ Agostino)
Vorrei cominciare questa breve riflessione ,riportando un piccolo pezzo della lettera Enciclica di Giovanni Paolo II del 1979, chiamata Redemptor Missio che al n.11 dice molto chiaramente:«la tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi scienza del buon vivere .In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una graduale “secolarizzazione della salvezza”per cui ci si batte, sì per l’uomo, ma per un uomo dimezzato,ridotto alla sola dimensione orizzontale».Sono parole molto chiare ed incisive con le quali Giovanni Paolo II sembrava volerci esortare ad andare al di là di una pura e semplice com-prensione delle cose e degli avvenimenti umani, per fare un salto in avanti e leggere più dal dentro la vita. Infatti non a caso la parola intelligenza che viene dal latino intelligere, cioè intus-legere, significa leggere dentro. Per approfondire meglio il senso di quanto vado a dire., mi voglio per un attimo soffermare ai diversi modi con i quali noi siamo soliti definire l’aver fatta nostra un’informazione nella mente. Spessissimo dunque usiamo il verbo capire che viene etimologicamente dal termine latino capio, che traduce afferrare. Nel senso che si afferra un qualcosa con la mente e basta ci si ferma là. Oppure usiamo il verbo comprendere, sempre dal latino com-prehendo, prendo con me ,il che implica invece una maggiore partecipazione dell’intero essere alla situazione che si vive. Poi c’è intendere , dall’ intendo latino,per dire tendere l’attenzione a qualcosa .,ma sempre solo quella … C’è poi anche percepire,da per-capio , che vuole significare più profondamente un prendere per acquisire coscienza( da con-scire cioè essere consapevole) della cosa. Quante parole adoperiamo senza conoscerne realmente il valore intrinseco!!! Parliamo senza comunicare niente , per emettere suoni,o peggio ascoltiamo parole inutili ….. Ma ritornando al verbo intelligere, che traduciamo con capire , si tratta in realtà di una lettura del dentro , gli intelligenti sono pochi , li definiamo tali solo dopo attenta valutazione. Gli ebrei parlavano del cuore( lev) come della parte più intima dell’essere , quella che li definiva davvero uomini .Quindi l’intelligenza del cuore è quella lettura interiore che parte dalla parte più profonda del nostro essere coinvolgendo tutto, corpo , mente e sensi e unendoli ,ne fa scaturire qualcosa di vero e rivelatore della persona.Scriveva Giussani: “Quando Gesù risponde al diavolo non di solo pane vive l’uomo, assume una posizione culturale vera, perché l’uomo non ha solo lo stomaco , le viscere, ma anche il cuore e per il cuore può anche morire”
Non per niente Gesù , da pio ebreo, nel Vangelo ad un certo punto diceva .” Là dove è il tuo cuore, là è il tuo tesoro” ( Mt,6,21) Come a dire che il vero tesoro non conosce banche o casseforti, ma sta nel sentirsi amministratori di beni che in realtà non sono veramente nostri, ,molti o pochi che siano, ma sono da restituire alla fine della vita ,dopo averli fatti fruttificare per gli altri , per essere felici subito e qui sulla terra .Il breve pensiero di S. Agostino che ho posto all’inizio, evidenzia però la difficoltà di questo lettura interiore della vita e in quei gradini del cuore c’è il segreto della nostra più autentica realizzazione. Più amiamo .più saliamo, magari col fiatone ,ma saliamo …
E vorrei terminare con un inno bellissimo al’uomo di T.De Chardin;“ Alza la testa, guarda la folla immensa di coloro che costruiscono e di coloro che cercano nei laboratori scientifici, nei deserti, nei centri di ricerca, nelle fabbriche,, nell’enorme crogiuolo sociale, li vedi questi uomini che si affaticano?Ebbene tutto ciò che , per merito loro, diviene fermento di arte, di scienza , di pensiero, tutto questo è per te. Apri dunque le braccia e il cuore, accogli come il tuo Signore, il flusso, l’inondazione della linfa umana. Ricevila questa linfa perchè priva del suo battesimo, tu appassirai come un fiore senza acqua;e salvala perché senza il tuo sole, essa si disperderà follemente in rami sterili”
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Trudy Borriello