
Romeo Vico Equense
DEPRESSIONE E SOMATIZZAZIONI
La depressione viene considerata il male dell’uomo moderno, ma oggi abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per facilitare la risoluzione del malessere. Con l’ipnosi è possibile intercettare le cause del problema, senza ricorrere obbligatoriamente a farmaci antidepressivi. Ma in che modo?
Le tecniche ipnotiche permettono di risalire alla radice delle sofferenze psichiche che causano depressione e somatizzazioni, rappresentate spesso da esperienze passate dolorose e traumatiche, riportandole direttamente alla luce.
Una volta risolti questi traumi del passato, l’inconscio non ha più necessità di emettere questi sintomi e finalmente il paziente può ritrovare il suo equilibrio psicologico.
E’ importante ricordare che, in questa fase, anche se il soggetto si lascia guidare dall'ipnotista, egli non perde mai, in nessun momento, la propria capacità critica.
Durante una seduta di ipnosi, l’operatore tende semplicemente a modificare alcuni pensieri negativi della persona, come fobie e paure irrazionali e fargli ritrovare quella serenità che il disturbo gli ha fatto perdere.
Comunicare con l’inconscio è il modo migliore per ritrovare se stessi e per ottenere dei risultati immediati e duraturi che permettano al soggetto di tornare protagonista della sua vita, senza rimanere in balia di depressione e somatizzazioni.
La serenità si può ritrovare semplicemente comunicando con se stessi.
Le aspettative naturali che ogni individuo ha, se vengono ripetutamente frustrate, determinano una naturale reazione di rabbia e di risentimento nei confronti di se stessi o delle persone che ci circondano. Tali rancori spesso non vengono espletati ma interiorizzati e compressi, diventando la causa di depressione e somatizzazioni.
La depressione riguarda quindi sentimenti di rabbia e rancori implosi per sensi di colpa; l’individuo accusa infatti se stesso di non essere stato in grado di gestire al meglio i rapporti di relazione con le persone significative della sua vita, con i propri sogni o desideri. Ci si chiede per quale motivo la persona manifesti in un modo così dannoso come la depressione o le somatizzazioni un’espressione di rabbia.
È necessario conoscere la psicodinamica della depressione, da molti considerata il disturbo peggiore che possa capitare ad un essere umano. La base della dinamica depressiva risiede nel fenomeno definito “emulazione del mito genitoriale”. Esso significa che un individuo è portato istintivamente a temere di avere in sé gli stessi difetti e vizi comportamentali che attribuisce al genitore del medesimo sesso, e al contempo teme che le persone significative che incontra nella vita possano avere i medesimi difetti e vizi comportamentali attribuiti al genitore del sesso opposto al suo. Nel primo caso accuserà depressione, nel secondo caso somatizzazioni.
La paura dell’emulazione del mito genitoriale porta l’individuo ad adottare una maschera nel tentativo di nascondere e correggere tali difetti. L’attuazione di questo meccanismo di difesa può risultare imperfetta e condurre l’individuo ad errori comportamentali in cui prende corpo il conflitto tra l’istanza logica e l’istanza emotiva. In altri termini l’individuo accende una guerra con se stesso talmente forte che per motivi di auto protezione risulta necessario attivare un sistema per anestetizzare la rabbia e i rancori verso se stesso. Tale anestetico è la depressione.
Paradossalmente, più l’individuo è depresso e meno rabbia avverte verso se stesso, più somatizza e meno rabbia avverte verso gli altri. Quando invece si riducono la depressione e le somatizzazioni l’individuo tende ad atti di autolesionismo e di aggressività che rappresentano il momento in cui l’effetto anestetizzante della depressione e delle somatizzazioni viene meno, abbassando i suoi freni inibitori.
È possibile curare questo stato di grave malessere attraverso la rimozione delle cause “storiche”, cioè di quello che realmente ha dato origine al problema. L’individuo è spesso portato in tali casi, anche per influenze di tipo socio-culturale, ad attivare una prescrizione del sintomo, ovvero la conclamazione dello stato di malattia. Il passo successivo è sovente l’assunzione di farmaci antidepressivi. Un’opportuna ristrutturazione personale permette di risalire nel più breve tempo possibile agli antefatti, ossia alle cause più significative responsabili del conflitto genitoriale.
Enrico Romeo Coppola viveremeglio@alice.it info 3343541797
consulente analogico Cultore di medicina naturale e psicologia di Vico Equense Penisola sorrentina Sorrento