Ravello nessun ricorso alla giustizia sportiva dopo i fatti di Baronissi
MARIO AMODIO Nessun ricorso alla giustizia ordinaria dopo i fatti di Baronissi, che domenica mattina hanno trasformato in rissa un partita di calcio del campionato juniores. Lo fa sapere la società del RAVELLO attraverso il suo presidente Andrea Carrano, che dopo l'indignazione a caldo per l’accaduto, lascia prevalere la ragione. «La società per ora non sporgerà alcuna denuncia penale - dice - ma sicuramente ci rivolgeremo alla Federazione per chiedere maggiore attenzione anche per i campionati minori. C'è bisogno della presenza ad ogni gara di un commissario di campo. Ci sono tutti i presupposti per avviare un'azione legale ma per ora abbiamo deciso di non intraprendere quella strada. Per fortuna i nostri ragazzi non hanno subito conseguenze preoccupanti». Insomma, toni distesi il giorno dopo la rissa scoppiata in seguito ad un fallo fischiato dall'arbitro al limite dell'area di rigore del RAVELLO e che è degenerata causando il ricovero in ospedale di tre giocatori due dei quali appartenenti alla formazione ospite. Si attende ora il referto arbitrale che verrà acquisito dai carabinieri di Baronissi. Intanto migliorano le condizioni di G.A. il diciassettenne di RAVELLO che ha riportato la peggio nella rissa di domenica. Obbligato ad indossare il collare protettivo, il giovane eseguirà in questi giorni una serie di accertamenti prescrittigli dai medici dell'ospedale di Mercato San Severino dove era stato trasportato in ambulanza. Nel Baronissi, invece, la dirigenza si riunirà in questi giorni per approfondire l'episodio di domenica. «Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità - avverte il vice presidente Gerardo Scafuri - ma ciò non toglie che noi ci asterremo dall'adottare provvedimenti disciplinari».