
MARIO AMODIO Per una sera, Minori e la Costiera, si sono letteralmente fermati. In tv, al Festival di Sanremo, mercoledì era di scena uno dei “figli” di questa terra che hanno cercato e trovato fortuna altrove: Roberto Ruocco, noto musicista di origini minoresi che ha calcato il palcoscenico dell’Ariston per dirigere l’orchestra che ha accompagnato Sara Galimberti, la ventiduenne cantante romana iscritta nella sezione giovani col brano “Amore Ritrovato”. La canzone, scritta da Cristina Bozzi e musicata proprio da Roberto Ruocco, ha fatto breccia negli amici e negli aficionado del musicista originario di Minori, molti dei quali hanno atteso con ansia il suo debutto a Sanremo restando a lungo dinanzi alle tv accese un po’ ovunque: nei ber come nei ristoranti; nei pub e nelle abitazioni private. La canzone che trae linfa da un testo intenso e passionale ben supportato dalle atmosfere della Milonga argentina, alla Costiera è piaciuta davvero. Già, perché al di là della curiosità, il brano, proposto quasi in apertura della seconda serata, ha veramente riscosso successo. Anche se, l’attesa era tutta per Ruocco, compositore e musicista noto da anni negli ambienti televisivi in cui ha fatto più di un’apparizione firmando anche la composizione di alcune musiche inedite. Tra queste, spicca la sigla di una programma di Radio 2, “Il ruggito del Coniglio”, di cui Ruocco è stato autore ancora una volta insieme a Cristina Bozzi. «Per quanto riguarda lo sviluppo musicale, mi sono apertamente ispirato al testo di Cristina – ha detto Ruocco a proposito della canzone in gara, dopo aver calcato il palcoscenico di Sanremo - Credo fermamente nel progetto della Ringhio che, sottraendosi a noti cliché, sta riuscendo ad affermarsi come prodotto di qualità». Il tifo della Costiera, che per la prima volta vede un suo conterraneo partecipare, anche se non direttamente, al Festival della canzone Italiana, è ovviamente tutto per Ruocco al quale ieri sono giunti i complimenti dalla sua Minori. Del tutto meritati, considerando l’impegno e la dedizione che il musicista ha sempre profuso per la sua professione. Calcare il palcoscenico del ”festival dei fiori”, con l’emozione che sempre accompagna questa grande manifestazione, è dunque il giusto compenso alla bravura del professionista di Minori. Che ha mostrato di aver ereditato dalla sua terra quella spiccata sensibilità della gente costiera. In ogni nota un esempio della creativa arte di chi, nel cuore della ”divina” è nato e vive, ma.am. Il Mattino