Caro Zappia,
la Sua lettera, pubblicata su Postano News e rivolta, oltre che a me, anche al Sindaco di Ravello, mi ha fatto estremo piacere perché è una prova della Sua partecipazione attiva ai problemi ravellesi e della buona volontà che lei mette nella loro soluzione.
Poiché Ravello ha avuto dalla natura e dagli antenati l’incarico di gestire un patrimonio di tutta l’umanità, da migliorare e tramandare alle future generazioni del mondo intero, le sue responsabilità sono molto maggiori di quelle toccate ad altri paesi, meno fortunati. Si tratta di un lavoro immenso e delicatissimo, che richiede entusiasmo, coordinamento e professionalità.
Perciò, nel 2002, quattro soggetti prestigiosi – il Comune, la Provincia, la Regione, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena – hanno creato la Fondazione Ravello, una persona giuridica di diritto privato senza scopo di lucro, assegnandole quattro compiti:
· tutelare e valorizzare in termini culturali ed economici i beni di interesse artistico e storico situati nell’area del Comune di Ravello;
· promuovere e coordinare iniziative culturali, scientifiche ed artistiche utilizzando i siti storico-artistici di Ravello, quali sede di manifestazioni di primaria importanza nazionale ed internazionale;
· garantire al pubblico la migliore fruibilità di tali beni, nonché la loro migliore conservazione;
· svolgere le predette attività con la massima efficacia, efficienza e trasparenza;
In cinque anni la Fondazione ha trasformato radicalmente il Ravello Festival portandolo al livello delle migliori manifestazioni culturali europee; ha creato una “Scuola di perfezionamento in management culturale”; ha promosso la costruzione di un auditorium, capolavoro di uno dei massimi architetti del secolo. Per il Festival la Regione e la Provincia erogano ogni anno 300.000 euro ciascuna; la Fondazione Monte Paschi eroga 1 milione di euro e il Comune eroga 10.000 euro. A sua volta, la Fondazione riesce a raccogliere altre sponsorizzazioni per un complesso di altre centinaia di migliaia di euro. A tutto questo deve aggiungere che, per l’incremento immobiliare, l’Unione Europea ha dato un contributo di quasi 20 milioni di euro e la Regione Campania, tra una cosa e l’altra, ha concesso finanziamenti altrettanto corposi.
Come vede, si tratta di una impresa di vaste dimensioni, condotta fin qui con grande onestà, trasparenza, entusiasmo, da diecine e diecine di persone impegnate, spesso gratuitamente o semi-gratuitamente, nel raggiungimento di questi scopi. Non a caso la Fondazione è stata insignita dal Presidente della Repubblica con il prestigiosissimo Premio Leonardo.
Quanti paesi della Costiera, della Campania, dell’intera nazione, accanto alle fortune storiche e naturali, possono vantare tanta attenzione e tanto impegno, non solo da parte dei concittadini, ma anche da parte di volenterosi estranei? E’ possibile che, di fronte a una simile dimostrazione di solidale simpatia, vi siano ancora persone – sempre meno, per fortuna – che restano indifferenti se non addirittura ostili? E’ possibile che, per ogni questione, anche minima, occorra spaccarsi in due parti nettamente?
Io sono certo che Ravello saprà superare questa nostra propensione meridionale alla conflittualità e saprà diventare un esempio di concordia, così come da sempre è un esempio di bellezza.
La Sua lettera dimostra che lei ha meritoriamente riflettuto su questo problema e che desidera con tutto il cuore che esso sia superato. Tanto più che i giornali ormai parlano di Ravello solo per riferire le sue interne lacerazioni.
Quando, nella Sua lettera, Lei dice che la cittadinanza è mortificata dalle polemiche, che versa in uno stato confusionale, che è vittima di rancori e malumori, le credo e mi dispiace. Potrebbe essere una città felice, perché è assai più fortunata di tante altre. In qualsiasi altro paese, ad esempio, l’avvio di un’opera eccezionale come l’auditorium progettato da Oscar Niemeyer, avrebbe creato un’esplosione di gioia collettiva. Sono certo che man mano il clima cambierà e che, quando verrà il momento di inaugurare l’opera completata, riusciremo ad essere tutti insieme, uniti dall’orgoglio di un lavoro unico nel suo genere, compiuto con tenacia e lungimiranza.
Anche il rinnovo delle cariche istituzionali della Fondazione, dopo quattro anni di successi, avrebbe potuto essere una ricorrenza gioiosa, un’occasione per riportare la serenità tra parti democraticamente dialettiche.
Lei, molto civilmente, incoraggia me e il Sindaco a trovare una soluzione pacifica. Le assicuro che stiamo lavorando in questo senso da molti mesi e forse siamo anche vicini alla méta.
Io non ho il potere legale di “azzerare” le sei nomine, come lei suggerisce. Del resto, tra quelle nomine, ci sono Consiglieri illustri che per quattro anni si sono impegnati nella gestione della Fondazione, profondendo tempo e intelligenza. Defenestrarli sarebbe comunque un atto grossolano, di poca riconoscenza, indegno della raffinatezza che Ravello ha sempre dimostrato
Invece sarebbe davvero originale e bello se, come Lei propone, le tre persone indicate dal Comune come Consiglieri di Indirizzo della Fondazione fossero scelte da un’assemblea popolare. Ovviamente anche questo non dipende da me.
La soluzione cui attualmente mi pare ci siano buone probabilità di arrivare comporta che il Sindaco Imperato entri a fare parte del Consiglio di Amministrazione mentre nel Consiglio di Indirizzo il Comune sia rappresentato da sei persone: Secondo Amalfitano, Renato Brunetta, Antonio Buttiglieri, Vincenzo De Luca, Salvatore Di Martino, Learco Saporito. Questo gruppo potrebbe avviare e condurre egregiamente quel dialogo generale che lei auspica, rappresentando degnamente tutta la popolazione.
Può darsi che la Fondazione e Ravello riescano a compiere questo miracolo. Io Le assicuro che farò tutto il mio possibile per facilitarlo.
Un cordiale saluto.
Domenico De Masi