
Antonio Buglione
Era a Marigliano, legato ed incatenato. Si è liberato da solo e dalla casa di un amico ha chiamato i carabinieri. Così ha raccontato Antonio Buglione agli investigatori che sono andati a prenderlo. L'imprenditore 54enne del nolano era stato sequestrato l'altra sera a Saviano, a pochi metri dalla sua abitazione. Stava, infatti, facendo ritorno a casa alla guida della propria auto quando un commando armato lo ha bloccato e sequestrato.
Per la liberazione dell'imprenditore era stato chiesto un riscatto di cinque milioni di euro con una telefonata ai fratelli. Si è trattato dell'unico contatto con i rapitori.
Buglione fino al maggio scorso era considerato il re degli istituti di vigilanza, ma poi gli avevano revocato le licenze. Adesso bisognerà stabilire chi e perché ha sequestrato l'imprenditore che era finito al centro di numerose inchieste giudiziarie fin dagli anni '90, quando venne accusato di collusioni con il clan di Carmine Alfieri e poi assolto.
Ci sono, dunque, molti dubbi e molte ombre su questo sequestro che è stato definito "anomalo" ma anche la liberazione di Buglione è quantomeno particolare. L'imprenditore ha raccontato ai carabinieri di essersi liberato da solo benchè fosse legato con una catena al collo all'interno di una serra abbandonata nelle campagne di Marigliano, a poca distanza dal comune di Saviano dove è sato sequestrato la sera di domenica.
A.C.