Natività di Maria
“La felicità esiste , lo sento.
Ho pianto per la mia anima,
ho pianto per l’anima del mondo.
Il mondo ha una bellissima anima”
( A.Ginsberg)
Sono le parole di una poesia di un poeta beat,l’ebreo statunitense Allen Ginsberg, morto nel 1997 e che mi piace ricordare mentre inneggia alla bellissima anima del mondo sulla quale lui piange commosso, mentre anela ad una felicità terrena che sente possibile ad aversi.
E nel parlare della meraviglia della bellezza dell’anima, voglio ricollegarmi al fatto che nel mese di settembre la Chiesa fa memoria della Vergine Maria, in tre date particolari ,l’8 settembre ricordando la Natività di Maria,il 12 il nome di Maria e il 15 l’Addolarata Vi propongo questa volta una breve riflessione sulla Natività di Maria, che come quasi tutte le solennità principali è di origine orientale. Nella Chiesa latina invece ve l’avrebbe introdotta il papa san Sergio I alla fine del sec. VII facendola nascere come festa della dedicazione dell’attuale basilica di sant’Anna in Gerusalemme.Proprio riguardo alla storia di questa antica chiesa, va detto che essa è situata nel quartiere di Betzeida, a Gerusalemme nella valle del Cedron,, dove all’epoca di Gesù si trovavano diverse piscine, che erano delle enormi cisterne a cielo aperto usate per conservare l'acqua e per lavaggi rituali. Si narra nei Vangeli che appunto lì avvenne la guarigione del paralitico ad opera di Cristo ed in questo stesso luogo,la tradizione ha collocato anche la casa dei santi Gioachino ed Anna,i genitori di Maria..
Per questo la chiesa dedicata a S. Anna fu costruita lì dai Crociati intorno all’anno mille , proprio sopra la grotta che si pensa essere stata l’abitazione dei due .Divenuta in seguito zona musulmana, essa fu adibita a scuola coranica, per poi essere abbandonata e cadere in uno stato di decadenza fino al XIX secolo. Infatti tornò vivere quando i Turchi Ottomani la offrirono in dono alla Francia dopo la Guerra di Crime nel 1856 e oggi la chiesa è affidata all'Ordine dei Padri Bianchi.
Nella cripta della chiesa è conservata una bella statua di S. Anna con la Madonna , molto venerata dai cristiani perché la cripta segna anche il sito della nascita di Maria. Questa statua vede come particolarità S. Anna con un rotolo delle scritture in mano mentre Maria le è accanto con le mani giunte in ascolto. Vuole significare che proprio nel luogo considerato come quello della natività fisica di Maria, S. Anna è ricordata più come l’educatrice che non come la genitrice, lei che conserva e protegge Maria, il gioiello prezioso affidatole da Dio, la perla di luce come la definiva padre Davide Turoldo in una sua poesia. Per questo specialissimo ruolo rivestito dalla madre di Maria , in molte località S. Anna è anche venerata come la protettrice dei gioiellieri e degli orafi!
Inoltre una caratteristica della Chiesa suddetta è la sua stupenda acustica che la rende una tappa corale irrinunciabile per i molti gruppi che la visitano .E partendo da questa ultima considerazione mi viene in mente quel brano del Magnificat che Maria cantò nel Vangelo di Luca , quando ,incinta e in viaggio per assistere la cugina Elisabetta,incinta anch’essa e in età avanzata , inneggiò alla sua situazione unica di donna e Madre di Dio contemporaneamente : la natività di Gesù infatti unisce una parte naturale,la gestazione e il parto di Maria , con una sovrannaturale , il suo concepimento nello Spirito, entrambe necessarie e indissolubili per spiegare l’iter straordinario di Maria sulla terra. E Maria canta tutto questo al mondo ,lei chiamata la «beata perché ha creduto». La parola beato, makarios in greco, indica lo stato di felicità raggiunto da chi ha incontrato Dio nella sua vita. A. Choraqui, nella sua particolare traduzione della Bibbia scrive invece che il termine beato incontrato nel vangelo « evoca la rettitudine dell’uomo in cammino su una strada verso Dio », per far intendere che per lui il beato è l’uomo in cammino, in piedi,sempre avanti.
Chi più di Maria allora è la beata per eccellenza ,lei che comincia il suo viaggio sin dalla sua gestazione e viene descritta mentre cammina e canta il Suo Magnificat ripieno di quell’unica beatitudine capace di s-muovere il mondo …..
Vi saluto con i versi iniziali della poesia di A.Maria Rilke, Nascita di Maria :
« Ah, cosa deve essere costato agli angeli
non prorompere in canto all’improvviso,
così come si scoppia in pianto,
perché già sapevano in questa notte,
per il Fanciullo nascerà la Madre,
per l’Unico, per Lui che presto appare ….»
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Trudy Borriello