
Pollica il sindaco Vassallo ucciso da un solo killer
Si parte dai quei nove colpi di pistola, traccia fondamentale per gli investigatori per chiarire le modalitá, i moventi e dare un nome agli esecutori del brutale assassinio del 57enne sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso nella notte di domenica scorsa. E dall’osservazione fatta dal vicecapo della polizia, il prefetto Francesco Cirillo a margine della riunione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza tenutosi ieri mattina a Salerno. E’ possibile che nel Cilento vi siano infiltrazioni camorristiche e che il sindaco Vassallo vi abbia detto qualche no di troppo. Ma è ovvio che gli investigatori continuano a scandagliare dappertutto per cercare anche il più piccolo indizio, la più piccola traccia per giungere alla soluzione del giallo. Lo spiegamento di forze è ingente. Ai carabinieri del Ros, del nucleo investigativo del Reparto operativo, del colonnello Francesco Merone, si sono aggiunti anche i colleghi del Racis di Roma, i finanzieri del Gico, la polizia. Tutti, coordinati dal procuratore capo Franco Roberti, ieri hanno fatto il punto della situazione ed hanno cercato di mettere sul tappeto le tessere raccolte così da dare una forma a quello che al momento appare un complesso mosaico. Se da un lato - e con il passaggio delle indagini dalla Procura di Vallo della Lucania all’Antimafia appare evidente - la pista dell’agguato di camorra è quella più seguita dagli investigatori, non si esclude - come riporta il quotidiano La Città - che l’omicidio del sindaco possa essere maturato in altri ambienti. A questo proposito gli inquirenti ragionano sempre su quei famosi nove colpi. Che da un lato possono voler dimostrare un’esecuzione plateale, dall’altra la mano non del classico asettico, assodato, killer della malavita organizzata (in questo ottica vanno letti anche i primi dubbi emersi circa il numero elevato di colpi esplosi), ma piuttosto del gesto di un esasperato che ha scaricato sul corpo di Vassallo tutta la sua ira. Da sfondo, dunque, anche l’ipotesi che il sindaco potesse conoscere chi lo ha ucciso e il delitto essere maturato in un ambito più locale. Sul fronte delle indagini, inoltre, ieri il procuratore Franco Roberti, con i sostituti Rosa Volpe e Valleverdina Cassaniello, hanno disposto un nuovo sopralluogo nella strada che conduce all’abitazione di Vassallo, dove è stato ucciso. E nella tarda serata di ieri è stata eseguita anche l’autopsia sul cadavere di Vassallo, durata più di tre ore. L’esame compiuto dal professor Francesco Vinci ha confermato, a quanto si è appreso, le prime ipotesi sulla dinamica dell’agguato. Nove proiettili e il colpo letale al torace. Tutti hanno colpito il sindaco (nello specifico al petto, all’orecchio sinistro, alla base del collo, all’omero sinistro e al torace) e sei pallottole hanno attraversato il corpo, mentre le altre sono rimaste all’interno. Attraverso l’esame delle traiettorie gli inquirenti hanno adesso un quadro più chiaro che potrá essere ancora più dettagliato con esami successivi e soprattutto con le ricostruzioni tridimensionali che il professor Vinci eseguirá nei 40 giorni che ha a disposizione per completare la perizia. All’autopsia, eseguita nell’obitorio dell’ospedale Vallo della Lucania, hanno assistito in alcune fasi anche i magistrati della dda, Roberti e gli stessi carabinieri. Dalla ricostruzione della dinamica verrebbe confermata anche l’ipotesi dell’utilizzo di una sola arma, una pistola calibro 9 per 21 dalla quale sono partiti i colpi a distanza ravvicinata. L’orario dell’omicidio sarebbe da fissare tra le ore 22 e le 23. Intanto, si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile arrivo in cittá anche del ministro Maroni.