
Fioralba Crivellone e Lucia Moccia, della FIDAPA, e Antonio Silvestri, Sindaco di Bojano.
Articolo di Maurizio Vitiello – Successo della manifestazione “Ver Sacrum” a Bojano, curata dalla Fidapa.
Nella serata di Mercoledì 18 Agosto 2010 c’è stata una bella e interessante rievocazione storica.
E' la festa della "Primavera Sacra" dei Sanniti, il cosiddetto "Ver Sacrum", atto che, probabilmente, è all'origine della nascite di Bojano e di altri centri di origine sannita.
La rievocazione si orienta al rito sannitico che consisteva nella consacrazione di gruppi di giovani inviati, al seguito di buoi sacri, a fondare nuove civiltà.
La ricostruzione dei rituali si basa sulle notizie tramandateci da scrittori greci e latini e dai recenti studi di archeologia, glottologia e filologia di alcuni attenti studiosi.
La rappresentazione si movimenta e articola in quattro sequenze sceniche.
La I scena rappresenta il Ver Sacrum, un rito molto diffuso tra le popolazioni italiche.
Il rito era dettato dal principio di popolazione in un determinato momento storico: il Ver Sacrum è il distacco di giovani dalla patria di origine alla ricerca di nuove terre, adeguate al proprio sostentamento. La scena si basa sulla consacrazione e sulla divinazione celebrata dal Sacerdote prima di inviare i giovani alla ventura. Subito dopo, si assiste alla migrazione dei Sabini, capeggiati da Comio Castronio e guidati da un bue che si stanzieranno alle falde del Tifernus mons, dando origine alla città di Bovianum.
La II scena rappresenta l'istituzione del Matrimonio, fondamentale nella vita dei Sanniti: esso si attuava come un rito comunitario, basato non su una scelta privata, ma pubblica; l'amore era asservito agli interessi della patria e la donna era considerata la giusta ricompensa al valore dei guerrieri.
La III scena ha il suo centro nella figura di un vecchio saggio che, sebbene abbia perduto il figlio in battaglia, incita i giovani guerrieri a perseverare nella virtù e nel valore, considerati cardini fondamentali di una società giusta e felice.
La IV scena rappresenta un rito antichissimo: il giuramento dei giovani che costituivano l'esercito sannita. Ciascun guerriero, davanti all'altare, invoca la maledizione su di sé e sulla sua stirpe qualora non combatta con valore o fugga con codardia dalla battaglia. Il guerriero che rifiuta di giurare è ucciso e buttato tra i mucchi delle vittime umane ed animali sacrificate nelle cerimonie precedenti, come monito agli altri.
Insomma, il Ver Sacrum è un rituale religioso con il quale i popoli di lingua osca si inoltravano lungo gli Appennini.
Per allontanare un pericolo o vincere una battaglia i Sabelli sacrificavano a Mamerte tutto ciò che nasceva durante la primavera; i primi Ver Sacrum furono in tempi preistorici.
Questo rituale sannitico viene rappresentato ogni anno da uomini e donne, fanciulle e ragazzi che vestono anche costumi ispirati all’epoca.
Il Ver Sacrum, stupenda e rigorosa rievocazione storica dell’epopea sannita, torna a Bojano e c’è gente che l’attende; è stato completamente rinnovato, grazie ad un esperto dosaggio di storia e di spettacolo, musica e suspance, inserito in un contesto scenografico di notevole impatto emozionale e con la resa finale acconsentita nello stadio che accoglieva migliaia di persone.
La rievocazione storica dei principali rituali dei Sanniti, a cura della F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) - Sezione di Bojano, presieduta dalla dinamica e bravissima organizzatrice Fioralba Crivellone, che ha avuto il merito di coinvolgere le socie, i cittadini, le istituzioni, nelle attività dell’agile sodalizio, ha visto la partecipazione del Presidente distrettuale Sud/Est del sodalizio, Lucia Moccia, e l’intervento d’apertura e d’accoglienza del Sindaco della Città, Antonio Silvestri.
Furono i Sabini, giunti nella terra degli Opici, l'attuale Molise, a dare vita al fiero popolo dei Sanniti, che si opporranno strenuamente, in un momento successivo, all’avanzata dell’esercito romano.
I Sabini a seguito di una guerra scoppiata con gli Umbri avevano promesso a Marte, per un esito favorevole del conflitto, di sacrificare i nascituri della successiva primavera.
Uscirono vincitori dallo scontro, ma non mantennero la promessa e malattie e calamità si abbatterono su di loro e per placare l'ira del dio consacrarono i propri figli facendoli emigrare in una fatidica primavera (Ver Sacrum).
I giovani sabini, o Sabelli, guidati da Comio Castronio, al seguito di un bue, animale sacro a Marte, giunsero nelle terre poste alle falde del Matese e si fermarono alle sorgenti del Tiferno (oggi Biferno); così, tra il VII e il VI secolo a.C., vinta la resistenza della popolazione autoctona degli Opici, fondarono la città di Bojano, in osco Bovaianom, a ricordo del bue che guidò la migrazione; diventerà la romana Bovianum e la medievale Bobiano.
Nella manifestazione svoltasi allo stadio comunale sono state fatte rivivere alcuni rituali del glorioso popolo italico, citato da Tito Livio, Strabone e altri storici del passato: la consacrazione, la divinazione attraverso l’interpretazione dei “segni” e la lettura delle viscere degli animali sacrificati, i combattimenti, i riti della fondazione, laddove la simbologia della terra e dell’acqua ci introducono alla nemesi iniziatica della fertilità, il matrimonio come premio al valore dei guerrieri, il giuramento, la cosiddetta “linteata”, dal nome del telo di lino che delimitava l’area sacra, in un bosco, all’interno della quale i centurioni pronunciavano un terribile giuramento di sangue.
Ogni esitazione, infatti, era punita con la morte, consegnata dalla cruenta usanza di lasciare insepolti i resti dei giovani, che non erano stati pronti a pronunciare il giuramento.
Il corteo, composto da circa 250 figuranti che comprendeva il Meddis Tutikus (Magistrato Supremo), la Dea Kerres, il Dio Marte, i sacerdoti, i guerrieri, il capo militare, l'araldo, le danzatrici, le spose, il popolo, ha sfilato per le strade della città sino a giungere, per la prima volta, allo stadio comunale.
Quest’anno le scenografie si sono avvalse del contributo professionale di Alessandro Cimmino, mentre Franco De Socio ha curato, come sempre, la colonna sonora dell’evento con musiche originali da lui stesso composte e brani tratti da Vangelis.
E’ cambiata anche la voce narrante, che è ora di Claudia Patricelli, mentre i costumi sono di Annemarie Gradito.
Luca De Gennaro per Laboratorio Chromazina si è occupato della parte grafica; le foto della brochure sono state invece di Agostino Ranaudo.
Sulla locandina di presentazione si precisava: “Il fato che ha portato i Sanniti nelle terre bagnate dal Biferno, sembra ancora pesare sulla nostra gente. Ma il valore, il coraggio, lo smisurato amore per la libertà, la dignità e le doti intellettuali hanno distinto degli eredi dei Sanniti in tutto il mondo e in ogni tempo”.
Maurizio Vitiello
NOTA BENE:
Vedi le foto allegate, tutte realizzate da Maurizio Vitiello.