
Napoli identificato aggressore di donna 27enne si suicida
La polizia ha identificato l’uomo che ieri ha aggredito ed accoltellato alla gola la 27enne di Ponticelli. L’uomo, 32enne di San Giorgio a Cremano, è stato identificato dalla Polizia grazie alle riprese di alcune telecamere posizionate in via Bartolo Longo. L’aggressore, affetto da disturbi psichici, si è suicidato questa mattina a San Giorgio a Cremano. Intanto la donna, che ha perso un dito, ha raccontato l'episodio di cui è stata vittima. Sono chiarissimi nel suo racconto, come riporta il quotidiano Il Mattino, i momento dell'aggressione che Imma B., 27 anni, ha subito martedì sera, mentre rientrava a casa Ponticelli, quartiere periferico di Napoli. «È stato un attimo, al massimo è durato tutto 3 secondi - racconta - quell'uomo mi ha afferrata alle spalle e mi ha colpita. Mi sono sentita stordita e mi ha gettata a terra». Istintivamente Ia ragazza ha tentato di difendersi riportando la ferita alla mano sinistra. «Mi fa più male questo dito - dice mostrando la medicazione al mignolo sinistro - che non la ferita che ho al collo». La giovane donna si è rialzata e solo allora si è accorta che aveva una ferita al collo dal quale usciva molto sangue. Ha avuto la prontezza di citofonare a casa. Un temperamento forte, quello di Imma, che l'ha spinta a voltarsi e a chiedere al suo aggressore: «Perchè?». «Lui, però, non mi ha risposto, è fuggito», dice. La madre l'ha accompagnata al pronto soccorso di Villa Betania, l'ospedale dove tuttora è ricoverata e dal quale sarà dimessa sabato prossimo. rimasta cosciente per tutto il tempo e racconta che ai medici, in sala operatoria ha chiesto: «Mica muoio?». Poi Imma torna ai momenti prima dell'aggressione. «Mi sono accorta che un uomo mi stava seguendo - afferma - ho attraversato la strada e l'ha fatto anche lui. Quello per me è stata la prova che mi stesse seguendo». Via Bartolo Longo, dove è avvenuta l'aggressione, non è isolata, ma a quell'ora, poco dopo le 20.30, i negozi erano già chiusi e Imma non è riuscita a rifugiarsi in alcun posto. «Ho accelerato il passo - dice ancora e a pochi metri da casa mi sono accostata al muro. Quell'uomo deve aver capito e mi ha aggredita». La ragazza si sente fortunata. «I medici mi hanno spiegato che per poco la lama non ha colpito la giugulare - conclude - Voglio ringraziarli tutti, hanno fatto in modo che anche in sala operatoria non pensassi troppo a quello che era accaduto».