Riceviamo e pubblichiamo
Il giudice Coppola, domiciliato a Piano, fa dire dal sig. cancelliere al prete dei poveri e dei clochard, don Nicola De Maria, che chiedeva udienza, che nella sua agenda in tutta la mattinata e in pieno ferragosto c'era una fitta sequela di incontri e quindi gli era impossibile riceverlo. Il cancelliere, poi, d'accordo col tribunale, si è rifiutato di dare a don Nicola il fascicolo del suo avv. Fattorusso Corrado, in vacanza ad Avellino, nonostante questi e l'avv. Marrone Marco avessero avvisato telefonicamente il tribunale di dare questo fascicolo a don Nicola. Precedentemente altro giudice aveva sentenziato contro don Nicola, che contestava ai Padri Sacramentini di Piano di essere stato sfrattato dalla loro casa-chiesa, dove aveva provveduto a trasferire la sua residenza, per motivo a dir poco inconsistente, se vero quello dichiarato al giudice dal Padre Superiore della casa-chiesa. Può, a questo punto, don Nicola restare sereno, quanto il giudice Coppola deve ancora sentenziare sul sopruso architettato dai parroci di S. Agnello (don Natale Pane) e di S. Lucia (don Franco Maresca), sorretti dalla curia Sorrento-C.mare? Questi, difatto, sono riusciti a distogliere il notaio A. Cannavale, già dal 2007, di dare comunicazione a don Nicola (rettore della chiesa di San Biagio) che la sig.ra Concetta Maresca (a' vurpella), zia di don Franco Maresca, con suo testamento aveva lasciato ereditiera la chiesa di San Biagio di 2 locali dati dalla stessa in fitto a Mastellone mobili per la modica cifra di 250 euro mensili, a fronte dei 1390 euro mensili stabiliti da perizia dell'ingegner E. Mastrogiacomo. I Mastellone detengono i locali suddetti anche dopo la scadenza del contratto, cioè dopo il 1.1.2010. Il giudice Coppola dovrà presto sentenziare su questa losca vicenda. Cosa deciderà? Che i Mastellone possano indisturbati detenere i 2 locali e continuare a versare a don Nicola 250 euro mensili fino al 2016? E' quanto si teme, dati i precedenti. Intanto il parroco di S. Agnello continua a tenersi le mensilità pregresse e ha intenzione di sostenere in giudizio che buona parte dell'importo è stato versato al notaio Cannavale o impegnato per celebrare Sante Messe da lui stesso celebrate, anche se la chiesa di S. Agnello è dotata di altri legati di sante messe, che nessuno sa da chi vengono celebrate. In tutto ciò l'aspetto più preoccupante della vicenda sembra essere quello offerto dal vescovo Cece e dalla curia Sorrento-C.mare i quali, senza reticenza alcuna, si sono rifiutati di dare a don Nicola le informazioni del caso, anche quelle a cui non potevano sottrarsi per dovere d'ufficio. A proposito di Curia arcivescovile, non sembra opportuno all'attuale amministratore curiale signor Gianni Parmentola, relazionare il clero e il laicato della nostra chiesa sulla fine del Sagato Romano riguardante una palazzina sita nei pressi del ristorante "Francischiello" sito in Massa Lubrense? Il signor Romano lasciò, infatti, alla curia la palazzina col mandato di ospitare in essa gli spastici. Di fatto ora la villa è in possesso dei titolari del ristorante "Francischiello". Cosa può dire sull'intera vicenda il suddetto amministratore? In fede Don Nicola De Maria, alias Fra' Nicola, parroco dei poveri e dei clochard(s.f.d.)