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31/08/2010

Otranto, anello di congiunzione tra oriente ed occidente. Terra Santa da visitare. Terra di Beati Martiri

martiri
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Ad Otranto 800 martiri, oggi Beati, preferirono morire in nome di Cristo, anzichè rinnegarlo. Ciò avveniva il 14 agosto del 1480. Ricca di storia e di arte, questa città divenne l'Assisi d'Italia quando, da sola, difese l'occidente cristiano contro l'invasore ottomano. Guarda il video (Anna Laudati)

Nei giorni scorsi sono stata in visita ad Otranto, oggi patrimonio dell'UNESCO, ma la cosa più interessante è che questa città, dalle origini antichissime, detta Hidrus dai greci, fu protagonista di un'impresa unica e di grande valore da parte dei suoi 20mila abitanti che da soli sfidarono l'esercito di Maometto nel mese di agosto del 1480.

Armati di solo coraggio e delle fede in Dio, l'esercito otrantino difese fino alla fine la propria città. Più forti, armati ed organizzati, i turchi in breve tempo s'impossessarono di Otranto profanando anche la Cattedrale e uccidendo coloro che l'avevano scelta come ultimo rifugio. Ad ottocento cottadini, dai 15 anni in su, i più piccoli furono infatti venduti come schiavi, a questi ultimi rimasti vivi di tutta la popolazione, fu offerta un'ultima occasione per salvarsi: Convertirsi alla fede di Maometto.

La risposta degli otrantini fu ferma: gli ottocento scelsero di non rinnegare Cristo e di morire in suo nome.

Era il 14 agosto del 1480. Il primo a cadere, portavoce dei martiri, fu Antonio Primaldo. Il massacro avvenne sul Colle della Minerva che da allora prese il nome di Colle dei Martiri. Il corpo di Antonio, senza testa, rimase miracolosamente in piedi fin quando non cadde l'ultimo degli otrantini.

I corpi massacrati rimasero insepolti per un anno, fin quando dalla pietà di Alfonso, furono rimossi ed accolti alcuni nella Cattedrale di Otranto altri nella Chiesa di S. Caterina a Formirllo a Napoli.

Si narra che quando, l'11 agosto da città di Otranto cadde nelle mani di Maometto, nell'Europa cristiana, nello Stato Pontificio, nel Regno di Napoli, le realzioni furono analoghe a quelle registrate nel mondo l'11 settembre del 2001 (fonte "I beati 800 martiri di Otranto" di Grazio Gianfreda).

Oggi, quando si entra nella spendida ed anticha città, se ne respira la storia e il valore della sua terra e dei suoi antichi abitanti. Oltre alla bellezza della struttura architettonica di Otranto, degli scenari naturali e del colore verde delle sue acque, si avverte il coraggio e la fede di quei ottocento uomini martiri e da qualche anno Beati.

 

 

  




Inserito da:
Anna Laudati - a.laudati@hotmail.it

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