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Sezione: Cilento News
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31/08/2010

Trekking, i tedeschi bocciano il Cilento. «Sentieri impraticabili, via dai tour»

trekking
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Giudizi negativi di un operatore straniero che ha escluso l'area dai cataloghi delle vacanze escursioni in Italia

Cilento— La cattiva notizia gira tra gli operatori turistici cilentani già da qualche giorno: un tour operator tedesco ha escluso il Cilento dalle proprie offerte turistiche del 2011. La causa? La pessima manutenzione dei sentieri. Pare che il giudizio tedesco si sia consolidato in seguito alle segnalazioni di quegli escursionisti che, venuti nel Cilento, avrebbero poi messo nero su bianco le criticità dei sentieri nei cosiddetti sondaggi di gradimento.

L’informazione gira: arriva ad Angelo Coda, presidente di CilentoTurismo.it, arriva negli uffici del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, arriva all’Ente Provinciale del Turismo di Salerno. Coda, che presiede un organismo a cui fanno capo le associazioni di operatori turistici dell’area parco, non intende sorvolare sull’increscioso episodio. Si rivolge ai suoi associati e commenta la decisione utilizzando un solo termine «disaffezione». Se quindi un tour operator, che si chiami tizio o caio, che sia italiano o straniero, dopo aver ascoltato le lamentele di chi passo passo ha battuto il territorio, giudica certi sentieri come impraticabili allora «è palese che urge un momento di confronto e di riflessione sul tema».

E infatti, in agenda a settembre, è già stato fissato un incontro presso le Fiere di Vallo. Di cosa si parlerà? Sicuramente di sentieri, di turismo verde, ma in generale, della qualità dei servizi offerti. «Io credo che sia arrivato il momento di dire che non va tutto bene. Ci sono delle criticità sul territorio». Secondo Coda, a capo di un organismo che conta circa 500 strutture disseminate nell’area Parco, la promozione del territorio deve essere equilibrata con l’offerta dei servizi. Come a dire, inutile vendere ciò che non c’è. «Che senso ha vendere il Cilento se poi c’è uno stato di abbandono dei luoghi?». La matita rossa utilizzata dal tour operator pare abbia smosso le coscienze imprenditoriali. Trekking Alcuni escursionisti s’inerpicano lungo i sentieri del Cilento interno «A settembre faremo un documento - prosegue Coda - e chiederemo un tavolo tecnico permanente a cui ogni 15 giorni siedano l’Ente Parco, la Regione Campania, la Provincia di Salerno ma soprattutto i privati». Un osservatorio che monitori i flussi, che indichi alla politica le emergenze da affrontare come l’aeroporto fermo al palo, come il mancato collegamento della strada cilentana con l’asse autostradale. «Non possiamo ripresentarci nel 2011 con i problemi dei porti, con un servizio del Metrò del Mare che parte quando la stagione è già iniziata e con i turisti stranieri che evidenziano i sentieri non praticabili».

Già. Ma a chi spetta fare la manutenzione dei sentieri? «Per noi operatori non è un fatto di competenze, non ci interessa di chi è la responsabilità, a noi interessa che i sentieri siano fruibili». Su tutte le furie anche Tonino Isabella, presidente di Cilentonostro. «Ciò che è accaduto è solo la punta dell’iceberg, il problema è che il Cilento è gestito da enti con poche competenze in materia di turismo». Peter J. Hoogstaden, della Genius-Loci Travel con sede a Salerno da anni impegnato nella promozione turistica del territorio cilentano, scrive: «Sperando che altri tour operator non seguano questo esempio». La questione è servita ad aprire il dibattito. Ora gli imprenditori vogliono sapere quanti chilometri di questi sentieri esistono e chi li governa. A chi spetta andar lì con il decespugliatore? Chi è pagato per svolgere questo servizio? I comuni, le comunità montane, il Parco del Cilento?

Stefania Marino
31 agosto 2010




Inserito da:
Michele Pappacoda

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