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RAVELLO. «Si sta enfatizzando quello che è stato un grande flop». Esordisce così il sindaco di Ravello, Paolo Imperato, sul voto contrario di sette consiglieri alla delibera di giunta che prevedeva lo “spacchettamento” dell’auditorium. «Abbiamo dimostrato come la proposta deliberativa sia immune da vizio – aggiunge - era un’ipotesi sperimentale, non incompatibile con le scelta definitiva del gestore dell’auditorium». «Quella delibera serviva, nel frangente, ad assicurare all’ente risorse per la manutenzione dell’immobile e la programmazione – spiega Imperato – oltre poi a far partire il servizio di trasporto locale che costituiva un accessorio al servizio principale». Ovvero la gestione dei parcheggi. «Ampliamenti e restrizioni delle aree non sono mai andati in consiglio – avverte il sindaco – Si è fatto un gran casino in un bicchiere d’acqua senza che sia giunta risposta persuasiva e convincente. Ha prevalso il principio numerico, ora valuteremo il da farsi e intanto il bando è congelato». Contro i dissidenti accuse e polemiche senza veli. «Fu il consigliere Schiavo a chiedere una gestione diversificata di parcheggio e bar», avverte il consigliere Ivan Calce, tra i fedelissimi del sindaco Imperato. «Chiesi se esisteva la possibilità di un utilizzo diversificato di bar e parcheggio la cui gestione poteva essere affidata dal comune – chiarisce l’ex assessore al turismo, Luigi Schiavo – poi di verificare la possibilità di un accordo dignitoso nella gestione dell’Auditorium. Il vicesindaco mi disse che non si poteva spacchettare la struttura e non era prevista una gestione diversificata, pena la violazione della norma che regola i finanziamenti europei. Questo il 23 aprile. Quattro mesi dopo la cosa si può fare». «Non è vero – replica Di Martino – dissi che non essendo allora l’immobile nelle disponibilità del comune non si potevano ipotizzare forme di comodato».
Mario Amodio Il Mattino di Napoli