
Positano danzano i Miti successo del prologo del Myth Festival
Positano. Danzano i Miti, successo del prologo del Myth Festival. Nella perla della costiera amalfitana la serata inaugurale del Positano Myth Festival fa vivere un sogno. E rende omaggio a due miti, Léonide Massine e Rudolf Nureyev, che furono sedotti dalla bellezza incomparabile dell’arcipelago de Li Galli, eletto a loro buen retiro per oltre mezzo secolo. E, proprio lì dove le Sirene tentarono di sedurre Ulisse con il loro canto, parte il Myth Festival, su quella Spiaggia grande, cuore della moderna e mondana Positano, in cui si celebrano “I miti della danza”, attraverso un gala ideato e curato da Daniele Cipriani e organizzato dall’Amministrazione comunale di Positano, diretta dal sindaco Michele De Lucia. Torna dunque il Positano Myth Festival, con la direzione artistica di Manuela Rafaiani, con un programma denso di eventi consacrati al mito. Star della serata l’étoile Eleonora Abbagnato, che ha omaggiato il mito della danza e dell’arte, ballando assieme ad Alessio Carbone, Dorothée Gilbert e Benjamin Pech del Balletto dell’Opéra di Parigi, Thiago Soares e Marianela Nunez del Royal Ballet di Londra, e Carlos Lopez dell’America Ballet Theatre. Un cast di eccezione per una serata veramente unica, che sicuramente sarà ricordata a lungo, e non solo dagli appassionati. Perché, oltre ai virtuosismi dei ballerini, è stato possibile ammirare anche i costumi disegnati da Pablo Picasso. E, ad impreziosire ancora di più la serata, la voce narrante di Vanessa Gravina, che ha ricordato aneddoti e testimonianze, sulle immagini curate da Marco Schiavoni. I ballerini si sono esibiti in Diana e Atteone, di Agrippina Vaganova celebre pedagoga russa, che ha dato il nome all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo dove Rudolf Nureyev iniziò lo studio del balletto. Inoltre estratti dal repertorio più celebre firmato da Nureyev come i passo a due dal Lago dei Cigni, con Alessio Carbone e Dorothée Gilbert, Cenerentola con Eleonora Abbagnato e Benjamin Pech e l’assolo con l’idolo d’oro dalla Bayadere con Carlos Lopez, sono stati l’omaggio a Nureyev. Otto ballerini hanno danzato Parade: sette personaggi ideati da Jean Cocteau e da Pablo Picasso che disegnò gli abiti per il celebre balletto di Massine-Satie. A rimontarlo per l’occasione Susanna Della Pietra, assistente storica del Maestro Massine. Una “parata” di artisti circensi, si sono esibiti in brevi esempi delle loro specialità. Il Manager europeo e il Manager americano (i due costumi di Picasso che rimangono il più importante esempio di arte cubista mai visto in teatro, suggeriti, durante le prove del balletto, finanziato da Gabrielle Chanel e commissionato da Diaghilev e Giacomo Balla, da Depero e Marinetti che avvicinarono Picasso alle tematiche futuristiche) interpretati da Massimo Margaria e Dario Di Blanca, introducono il Prestigiatore Cinese, Paolo Mongelli, che fa apparire e scomparire un uovo in modo sorprendente. La Ragazza americana, Alessia Gay, vestita alla marinara, per esibirsi in imitazioni di scene dai film muti: assume l’andatura di Charlie Chaplin nei suoi film. Arriva il Cavallo, un costume-fantoccio animato da due interpreti in esso celati, Tommaso Petrolo e Diego Millesimo. Per finire, due acrobati, Sara Loro e partner impegnati in un passo a due si esibiscono in salti “mortali”. Si ringrazia il Sovrintendente Catello de Martino del Teatro dell’Opera di Roma per aver concesso i costumi di Parade.
Attrice VANESSA GRAVINA
Danzatori ELEONORA ABBAGNATO Ballet de l’Opéra de Paris - Étoile internazionale ALESSIO CARBONE Ballet de l’Opéra de Paris DOROTHÉE GILBERT Ballet de l’Opéra de Paris CARLOS LOPEZ American Ballet Theatre MARIANELA NUÑEZ Royal Ballet di Londra BENJAMIN PECH Ballet de l’Opéra de Paris THIAGO SOARES Royal Ballet di Londra “Parade” coreografia Léonide Massine - ripresa da Susanna Della Pietra, costumi Pablo Picasso - musica Erik Satie danzatori Dario Di Blanca, Alessia Gay, Sara Loro, Massimo Margaria, Diego Millesimo, Paolo Mongelli, Tommaso Petrolo, costumi di Picasso a cura di Anna Biagiotti videografie Marco Schiavoni testi Roger Salas
Foto Lucio Esposito
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