
I Santini Del Prete
A cura di Maurizio Vitiello - Intervista a I Santini Del Prete.
1 - MV – Distinguiamo le identità. Presentatevi uno alla volta …
ISDP – Franco Santini e Raimondo Del Prete. FS nato a Rosignano Marittimo (Livorno) il 14 aprile 1951; RDP nato a Torre del Greco (Napoli) il 1* dicembre 1957. Entrambi ferrovieri: capo tecnico e capo stazione.
2 - MV – Quando avete iniziato a percorrere i circuiti artistici?
ISDP – A cominciare dagli anni ottanta del XX secolo abbiamo progressivamente sviluppato interesse per la foto, la pittura, la mail art e l’arte contemporanea in generale.
3 - MV - Quali sono state le vostre prime azioni?
ISDP – Alla fine anni ottanta/inizio novanta cominciammo ad interessarci alle azioni performative, la nostra prima vera azione consapevole NON SIAMO ARTISTI SIAMO FERROVIERI è stata nel 1992 di maggio nell’Arte Studio di Emilio Morandi a Ponte Nossa (Bergamo). La data 5 maggio 1992 segna pertanto la nascita ufficiale de ISDP.
4 - MV – Avete privilegiato delle zone? Viaggiavate di più prima o ora?
ISDP – Assolutamente NO! Abbiamo partecipato ad eventi in molteplici luoghi e località da Bari a Chiasso, da Amburgo a Madrid … Viaggiamo con una media di circa dieci Situ-Azioni all’anno.
5 - MV – Avete sostenuto delle cause, tipo per la pace, per la solidarietà, per l’amicizia tra i popoli …?
ISDP – La nostra primitiva poetica di riconoscimento universale dell’umana necessità biologica di esprimersi e creare, che si specchia anche nei principi di democratica orizzontalità artistica della mail art, sposa esplicitamente le cause della solidarietà e della comunione della razza umana, della democrazia diretta e partecipativa e naturalmente della pace tra i popoli.
6 - MV – Il mondo dell’arte vi ha sempre interessato?
ISDP – Si, ma contemporaneamente all’attrazione per esso viviamo una naturale repulsione per le sue regole generata dalla nostra quotidianità che ci ha destinati al non artistico mestiere di ferrovieri per vivere e sopravvivere anche artisticamente.
7 - MV – Vi producete in varie perfomances e avete visitato anche Napoli e i napoletani, e non solo, si ricordano di una vostra azione alla Liberia Guida al Vomero, nel 2009. Come trovate Napoli? pulsante di vita artistica e/o più di vita letteraria e/o più di vita teatrale?
ISDP - Napoli ha investito molto per essere co-protagonista nel circuito economico importante e mediatico dell’arte contemporanea internazionale. Quotidianamente viviamo a circa 500 Kilometri di distanza e quindi, anche se siamo per metà partenopei (e metà labronici) non siamo immersi nell’humus quotidiano della vita artistica napoletana, anche se la seguiamo da lontano e tramite le notizie dal nostro grande e vigile amico Alfonso Caccavale con vivace interesse e passione.
8 - MV – Quali scrittori o critici napoletani stimate, e perché?
ISDP – I nomi sarebbero molteplici, ma vogliamo sintetizzarli in due personaggi diversissimi tra loro che abbiamo avuto la fortuna di incontrare di persona: lo scrittore Erri De Luca per la sua grandezza letteraria e abilità di raccontare con sapientissima sintesi e il critico Maurizio Vitiello per la sua colorata poliedricità, magmatica e vulcanica attività.
9 - MV – Quali scrittori italiani e/o stranieri apprezzate, e perché?
ISDP - Gabriel García Márquez per Cent'anni di solitudine e Magda Szabò per La porta.
10 - MV – Quali artisti contemporanei apprezzate, e perché?
ISDP – Tantissimi sono gli artisti contemporanei che apprezziamo, perché in molti troviamo espressioni che emozionano la nostra sensibilità. Preferiamo non fare nomi, ma ribadire il concetto che quasi tutti i veri artisti ci trasmettono col proprio linguaggio qualcosa che arricchisce e abbellisce il nostro essere uomini.
11 - MV – Quali performers seguite, quali conoscete bene, quali apprezzate e quali stimate in senso assoluto?
ISDP – Non seguiamo nessun performer in particolare. Per la stima e l’apprezzamento indichiamo tre nomi storici, ma anche qui la lista sarebbe molto più lunga: Joseph Beuys, John Cage, Guglielmo Achille Cavellini.
12 - MV – Siete molto interessati a un teatro d’azione?
ISDP – No, le nostre azioni non le consideriamo teatrali.
13 - MV – Avete ripreso da qualche teatro, da qualche scuola, da qualche polo culturale o le vostre azioni sono lontane da qualsiasi educazione?
ISDP – Il teatro ci piace guardarlo da spettatori; le nostre azioni nascono dalla personale esigenza e contraddizione di rappresentarci quali siamo mentre eseguiamo live quello che vorremmo essere e ciò che ci piacerebbe fare.
14 - MV - Perché chiamate le vostre azioni artistiche “non arte”?
ISDP – La non-arte vuol evidenziare che essere non-artisti non significa non essere artisti. Nella nostra accezione richiama al recupero dell’artisticità diffusa che è presente in ogni essere umano. La non-arte non è una negazione dell’arte, ma un suo completamento che dialoga con l’arte per arricchirla.
15 - MV – Napoli è una città d’arte. Ogni gesto a Napoli ha in sé millenni di arte e di storia. Napoli è una città teatrale per eccellenza; ma tutte le produzioni sono di qualità, tutti gli spettacoli di circuito che arrivano in città pensate che siano accettabili? Voi dove vedete gli spettacoli teatrali? Perché, sicuramente, attingerete da qualche spettacolo teatrale? o dalla strada se frequentate Napoli … come faceva Vittorio de Sica … o da qualche altra città …
ISDP – Ribadiamo che Napoli è nel 50% dei geni de i Santini Del Prete e noi cerchiamo costantemente di elaborarla, attualizzarla, dare ritmo e vivacità sia alla partenopea sia alla parte labronica che alberga in noi.
16 - MV - Quali operatori come voi vedete emergenti e quali azioni di quali gruppi in grado di raggiungere un pubblico?
ISDP – Mauro Andreani, Paolo Bottari e Bruno Sullo, Gruppo Sinestetico, Liuba, Emilio Morandi, Bruno Capatti e tanti altri compagni con i quali abbiamo condiviso partecipazioni ad eventi performativi che avranno la voglia di continuare a perseverare e perfezionarsi.
17 - MV – Potete parlarci delle motivazioni profonde che vi hanno portato a collezionare appuntamenti su appuntamenti e, quindi, a produrre performances, azioni, atti che riscuotono un discreto successo di ritica e di pubblico?
ISDP – Le motivazioni profonde del nostro agire sono la convinzione e la fiducia nella vita resa più piena, bella e degna di essere vissuta dalla consapevolezza della potenza e dalla necessità dell’esercit-azione della creatività umana.
18 - MV – Avete pronto nel cassetto altre semplici azioni e/o elaborate performances?
ISDP – Si, stiamo lavorando a semplici ed elaborate HAPPERFORM. Il tentativo è rievocare e coniugare gli Happening di storica memoria con la Performance.
19 - MV – Pensate che l’Italia artistica riuscirà a passare questo momento di crisi?
ISDP – Lo auspichiamo vivamente, siamo abbastanza avviliti dal clima politico, economico e culturale della nostra nazione, se potessimo, approfittando di questo periodo grigionero, andremmo volentieri per qualche anno a vivere in giro per il mondo per arricchire le nostre conoscenze ed esperienze.
20 - MV – Avete sempre avuto successo a “Creativa”, manifestazione voluta da Franco Piri Focardi e Claudio Fusai, organizzata a Rignano sull’Arno, ma che ora si è fermata ai dieci anni e non sarà più ripresa. La sinistra e l’anarchia sembravano aver specchio nella gora fiorentina, determinata da un’autocommittenza d’altri tempi … Queste manifestazioni hanno fatto il loro tempo o si può sempre ricavare anche da queste uno strappo, uno squarcio, un lampo creativo o altro ancora …?
ISDP – Sicuramente le manifestazioni quali Creativa, Perfomedia, Mailartincontraimoci hanno contribuito ad alimentare e arricchire il nostro desiderio di espressione artistica in un clima di assoluta libertà e di amichevole convivialità molto costruttiva.
21 - MV – Riuscire a parlare d’arte ai giovani non è facile. Voi ci riuscite? e come?
ISDP – Praticando con dedizione e perseveranza la non-arte possiamo constatare che con la sincerità e il diretto coinvolgimento si instaurano dialoghi naturali con i giovani e i meno giovani con uguale intensità.
22 - MV – I vostri lavori d’azione sono rivolti a tutti?
ISDP – Sicuramente a tutto il genere umano, ma anche agli animali e alle piante, e alle stelle anche, speriamo …
23 - MV – Qualche volta siete stati fischiati?
ISDP – No, generalmente siamo noi che fischiamo usando il fischietto da capo stazione per attirare l’attenzione degli astanti.
24 - MV – Chi vi aiuta? Chi collabora con voi?
ISDP – I nostri amici artisti: tutti collaborano alla nostra crescita, noi due siamo oramai un’unica entità pronta a collaborare con tutti quelli che lo desiderano.
25 - MV – Chi vi aiuta finanziariamente?
ISDP – Nessuno, ci autofinanziamo.
26 - MV – Pensate che le vostre azioni restino nell’arte contemporanea italiana? Quante pubblicazioni, films, video, foto alle spalle?
ISDP – Sicuramente lo fantastichiamo. Finora abbiamo prodotto abbastanza ricevendo anche consensi e riconoscimenti che ci hanno lusingato, ma soprattutto incentivato a continuare a divertirci giocando seriamente con noi stessi.
27 - MV – Chi ha scritto in maniera compiuta su di voi?
ISDP – Angelo Baj, Vittore Baroni, Raffaello Becucci, Pablo Echaurren, Barbara Martusciello, Paolo Nardon, Bruno Sullo, etc.
28 - MV – Chi non vi ha mai compreso?
ISDP – Non ci sentiamo incompresi.
29 - MV – Chi vi ha detestato?
ISDP – Non ci sentiamo detestati, anzi piuttosto benvoluti.
30 - MV – Chi vi ha amato?
ISDP – Tanti, per esempio tutti quelli che ci hanno invitato in esposizioni, installazioni e soprattutto performance durante questi primi diciotto anni di attività.
31 – MV – Il futuro sarà …
ISDP – Multiplicitè – Creativitè – Solidarietè. Noi lo speriamo e lo perseguiamo!