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25/08/2010

Gragnano. «Non ce la faccio più, vado via con i bambini». «Non ti muovere di qui, altrimenti lancio tutti dalla finestra

Gragnano. «Non ce la faccio più, vado via con i bambini». «Non ti muovere di qui, altrimenti lancio tutti dalla finestra
Gragnano. «Non ce la faccio più, vado via con i bambini». «Non ti muovere di qui, altrimenti lancio tutti dalla finestra


 Gragnano. .Allertati dai vicini e intervenuti appena in tempo al culmine del litigio, i carabinieri li hanno trovati così: lei in lacrime e sanguinante per le botte appena prese dal marito, lui alla finestra con la figlia piccola tra le mani sospesa nel vuoto al secondo piano del palazzo dove abitano. Anni di maltrattamenti, di liti, di vessazioni culminati con una bimba di appena 7 anni che ha vissuto nel terrore diversi minuti tra le braccia furiose del padre. È quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri a Gragnano, dove sono intervenuti i militari della stazione di Castellammare, agli ordini del capitano Giuseppe Mazzullo e del tenente Andrea Minella, per arrestare C. A. 36enne, accusato di maltrattamenti in famiglia. Incensurato, senza lavoro e con tre figli a carico, l’uomo originario di Gragnano chiedeva continuamente soldi alla moglie, che aveva più volte cercato di lasciarlo. Lei, un’impiegata 35enne, subiva da anni gli atteggiamenti aggressivi e violenti dell’uomo, come ha denunciato ai militari dopo l’ultimo forte litigio di ieri, durante il quale è stata aggredita con calci e pugni. Il 36enne è ora in attesa del rito direttissimo. Il gesto eclatante e insensato di lasciar penzolare la figlia piccola fuori dalla finestra è l’ultimo di una serie di episodi di violenze in ambito familiare che le forze dell’ordine si sono trovate di fronte durante gli ultimi mesi sul territorio di Castellammare e dei Monti Lattari. Dalle statistiche rese note nel mese di luglio si è compreso che il fenomeno è in aumento, e che ci sono picchi di denunce nei mesi estivi. Questo, nonostante si tratti di reati troppe volte tenuti nascosti dalle donne e in cui risulta difficile «arrestare» il colpevole, in quanto bisogna dimostrare che le violenze si succedono «regolarmente». Secondo le forze dell’ordine, infatti, solitamente le vittime si decidono a denunciare i fatti quando le violenze colpiscono anche i figli.

Francesco Ferrigno Il Mattino di Napoli                                            inserisce Michele Pappacoda




Inserito da:
Michele Pappacoda - mjcheva@live.it

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