ROMA - In una lunga lettera a ''la Repubblica'', il presidente del Consiglio, Romano Prodi, difende la politica estera del suo governo che, in otto mesi, ha ''dato un contributo nuovo e organico alla costruzione della pace. Giorno dopo giorno''. Il premier analizza attentamente i ''fatti compiuti in otto mesi di governo'' dal ritiro delle truppe dall'Iraq alla missione in Afghanistan, dal conflitto tra Israele e Libano alla richiesta di moratoria per la pena di morte.
IRAQ - ''In primo luogo - afferma -, come ci eravamo impegnati nel programma, sono rientrate le nostre truppe dall'Iraq. Perche' - come avevamo sempre sostenuto - ritenevamo l'intervento in questo Paese frutto di una scelta politica unilaterale, in netta contraddizione con quello spirito di multilateralita' e di ampia condivisione che ispira la nostra politica''.
AFGHANISTAN - ''Nello stesso tempo - continua - abbiamo attivamente contribuito a porre termine all' ''Enduring freedom'' in Afghanistan, rimanendo in quel paese solo nei limiti e con le regole poste dalle Nazioni Unite''.
ISRAELE-LIBANO - ''E credo che tutti ricordino - sottolinea Prodi - che, nel corso della scorsa estate, e' stata proprio l'Italia a prendere coraggiosamente l'iniziativa raggruppando prima i paesi dell'Unione Europea e poi una piu' ampia coalizione internazionale (...) per porre fine alla guerra fra Israele e il Libano''. Il premier ricorda anche che ''mentre nelle settimane precedenti l'intervento vi erano stati in Libano quasi 1500 morti, nessun incidente si e' piu' verificato nell'area di conflitto da quando sono sbarcate le nostre truppe. Non e' forse questa un'azione di costruzione attiva della pace?''.
LA MADDALENA - Prodi ricorda anche la chiusura concordata con gli Stati Uniti della base militare della Maddalena ''che, con i suoi sottomarini nucleari - evidenzia - aveva causato non poche tensioni e molte paure alla popolazione circostante''.
AFRICA - ''Questo continente e' per noi il senso della pace'', afferma il presidente del Consiglio. ''La pace - scrive - non si difende solo agendo nel campo militare, ma anche con una politica di solidarieta' verso i paesi piu' poveri. (...) Cosi', ad esempio, abbiamo gia' preso assieme ad altri paesi, una nuova iniziativa sulla fornitura di vaccini alle popolazioni piu' povere, soprattutto dell'Africa''.
PENA DI MORTE - ''La pace - continua - e' tuttavia anche affermazione di diritti: ed e' l'Italia che di nuovo ha preso l'iniziativa per la moratoria della pena di morte, un'iniziativa che trova adesioni sempre piu' numerose anche presso Paesi che erano in precedenza recalcitranti ad appoggiare questo ulteriore progresso di umanita' e di civilta' ''.
IMMIGRAZIONE - ''E la difesa dei diritti costituira' anche l'obiettivo di una legge sul diritto d'asilo e sull'immigrazione, che sara' presto varata dal governo'' conclude Prodi secondo il quale ''questa e' la via della pace, questa e' la fatica della pace: azioni concrete e non declamazioni retoriche''.