Sarà inaugurata sabato 3 febbraio 2007, alle ore 18,30, al “Centro d’Arte Mediterranea” una retrospettiva di Antonio Asturi, che resterà aperta fino a sabato 17 febbraio 2007-02-01.
Trenta le opere in mostra per apprezzare esempi della lunga attività del pittore di Vico Equense (1904-86).
Asturi è ritenuto da critici, come Franco Somi, Paolo Ricci e Alberico Sala, uno dei pittori del Novecento più dotati sul piano del disegno e del colore.
Celebri i suoi ritratti di grandi personaggi del Novecento, da Toscanini a Croce, da Hemingway a Quasimodo, che ha raffigurato in oltre 50 anni di carriera.
Altri soggetti, delle sua poliedrica produzione, spaziano dal paesaggio della Costiera, ad angoli pittoreschi di Napoli, alle nature morte, ai ritratti di musicisti, artigiani, popolane, alle sue carrozzelle, tutte ispirazioni, che si accingono a diventare patrimonio pubblico.
E’ in dirittura d’arrivo l’iniziativa del Comune di Vico Equense, unitamente agli eredi del maestro, di dedicargli un museo che raccolga le sue opere più significative.
Già scelta nel municipio di corso Filangieri la sede della “Museo Asturi” che ospiterà oltre ottanta opere, realizzate con varie tecniche e che illustrano anche i soggiorni del pittore vicano in varie città italiane e in capitali estere.
Ad Asturi in occasione del centenario della nascita sono state dedicate a Vico Equense grandi manifestazioni, tra cui un’esposizione al Castello Giusso.
La città equana ha voluto rendere omaggio ad un figlio celebre intitolandoli una strada nei pressi della frazione di Pietrapiana, il centro collinare diventato grazie proprio ad Asturi una delle mete d’arte della Campania.
Da ricordare che Asturi ha avuto anche un momento futurista, da approfondire; intorno al 1922 produsse quadri interessanti.
Questa parentesi futista, in particolare, è da rivedere, come sono da apprezzare alcuni ritratti di persone illustri.
Antonio Asturi, è nato a Vico Equense il 2 novembre 1904 ed è morto il 3 gennaio 1986, figlio di Gregorio ed Anna Albano, rimase presto orfano del padre all’età di dieci anni, primo di quattro figli: un fratello, Francesco, e due sorelle, Stella e Maria.
L’artista girò molto ed alla fine degli anni ‘40 tornò definitivamente nella sua Vico Equense e incominciò ad esporre alle Terme Stabiane, in successione annuale.
Si contano, poi, mostre a Roma e Napoli e sporadicamente in altre città.
Negli anni ’50 si ebbero mostre a Londra, a Washington, a Caracas.
Nel 1956 venne pubblicata da Treves una prima monografia.
Nel 1958 andò per la prima volta a Parigi, dove produsse moltissimo, e vi ritornò nel 1970.
Nel 1971 andò a Barcellona, vide le corride, completò un ciclo di opere in Spagna.
Nel 1972 si organizzarono mostre in suo onore e venne aperto un centro d’arte intitolato alla sua figura.
Con gli anni ’70 si può dire conclusa la fase impegnata dell’artista; nel 1974 venne pubblicata la seconda monografia “Asturi mezzo secolo di pittura”.
Negli anni ’80 l’artista visse completamente ritirato fra gli ulivi di Pietrapiana.
Nel 1985 s’ammalò per la prima volta seriamente.
La morte lo colse il 3 gennaio del 1986.
Appuntamento da non mancare per i collezionisti e per gli storici dell’arte contemporanea.
Maurizio Vitiello