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29/08/2010

Bacoli (NA). FUSARO Il restauro del complesso borbonico.

FUSARO Il restauro del complesso borbonico
FUSARO Il restauro del complesso borbonico

Articolo di Maurizio Vitiello -  FUSARO Il restauro del complesso borbonico

 

 

Bacoli (NA), Complesso del Fusaro, 

Casina Vanvitelliana - Ostrichina - Giardino storico - Stalloni - Banchina borbonica - Lecceta

 

 

La Casina Vanvitelliana, riserva di caccia dei Borbone, è ritornata a vivere, dopo un sapiente restauro.

Nel 1752 i sovrani borbonici l'adibirono a casino di caccia e di pesca e affidarono a Vanvitelli le prime opere per trasformarla; fu completata nel 1782 e diventò il Casino Reale di caccia sul lago Fusaro e negli anni ha accolto ospiti illustri, come Mozart e Rossini, tra gli artisti, e vari reali europei, dallo Zar di Russia Nicola I agli Imperatori d’Austria Francesco I e Francesco II.

I lavori sono stati diretti dalla Soprintendenza BAPSAE di Napoli e provincia.

Dopo decenni di abbandono torna fruibile al mondo del turismo e della cultura, uno dei più grandi e delicati tesori territoriali del regno borbonico.

La prima visita all'opera restituita alla popolazione è stata accompagnata dalla presentazione del volume

FUSARO Il restauro del complesso borbonico”.

Si ricordano gli interventi del Soprintendente Gizzi, dell'architetto Tarì, dell'architetto Minervini e di S.A.R. il Principe Sergio di Jugoslavia, Presidente Internazionale A.I.R.H. (Association Internationale Reine Hélène), che ha assegnato alla Soprintendenza - nella persona del Soprintendente arch. Stefano Gizzi – il Premio Internazionale del Patrimonio, del consigliere Tommaso Scotto, invitato al tavolo dei relatori dal moderatore Franco Mancusi.

 

La Casina Vanvitelliana è la tipica struttura architettonica settecentesca, in stile rococò, ed è accompagnata da una costruzione del 1817, in stile neoclassico, chiamata Ostrichina (in passato erano collegate a questo fabbricato le ceste con le ostriche, coltivate nel Lago).

Il giardino storico fa da contorno, negli anni 90 i lavori di restauro, in vista dei Mondiali di Calcio, cambiarono il colore della facciata, trasformando il rosso mattone in celeste.

L'ultimo lavoro di intervento, durato due anni, ha mantenuto la stessa tonalità, celeste.

L'opera è stata realizzata grazie alla gestione del Centro Ittico Campano.

L'intero complesso è stato finanziato dai fondi comunitari POR 2000-2006.

 

Il catalogo che ha corredato l’intera operazione vede il saluto di S.A.R. Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie Duca di Castro, la prefazione del Soprintendente Stefano Gizzi, testi interessanti, foto, grafici, disegni, piante, mappature; un plauso, in particolare, agli autori che hanno ben determinato tutti gli aspetti, i requisiti, le qualità e i valori di rilancio dell’incantevole struttura:

Giovanni Barrella si è interessato del complesso borbonico con notazioni sul lago Fusaro nei Campi Flegrei, riferendo della storia del sito sino a delineare la consistenza patrimoniale e la gestione del lago e a concludere sullo sfruttamento del lago per l’ostricoltura;

Cosimo Tarì ha sottolineato la storia de La Casina Vanvitelliana illustrando l’apporto di Carlo Vanvitelli e descrivendo e registrando nella sua complessità l’intervento di restauro;

Gian Carlo Garzoni ha considerato la storia dell’Ostrichina, ha trattato dell’architetto neoclassico Antonio de Simone e dell’intervento di restauro;

Guido Gullo ha approfondito le riflessioni sul giardino storico e sugli edifici bassi, a pianta rettangolare, detti “Stalloni”;

Savino Mastrullo e Maria Teresa Minervini hanno descritto la riqualificazione ambientale del lago Fusaro, hanno precisato l’indagine naturalistica e l’analisi ambientale con progetto, cronologia, lavori.

Bibliografia e repertorio cronologico chiudono l’interessante pubblicazione FUSARO Il restauro del complesso borbonico”, uscita per conto di Giannini Editore.

 

In sintesi, il restauro del complesso borbonico del lago Fusaro, comprendente la Casina Vanvitelliana, l’Ostrichina, il Giardino storico, gli “Stalloni”, la Banchina borbonica e la Lecceta, è rientrato nell’ambito del Progetto Integrato “Campi Flegrei”, finanziato con fondi comunitari del P.O.R. 2000-2006.

I lavori, durati oltre due anni, sono stati diretti dalla Soprintendenza BAPSAE di Napoli e provincia, su progetti d’ufficio.

Gli edifici e le aree di pertinenza sono stati recuperati dopo decenni di abbandono e predisposti, con idonea dotazione impiantistica, ad ospitare attività connesse al turismo culturale della bellissima area flegrea.

La gestione del complesso del Fusaro è assegnata alla responsabilità del Centro Ittico Campano, società con partecipazione azionaria di maggioranza del Comune di Bacoli.

Il giardino storico ben recuperato consente l’accesso al percorso naturalistico della fascia circumlacustre del Fusaro.

Lungo la banchina è stata realizzata un percorso naturalistico fruibile, a piedi ed in bicicletta, per una lunghezza di circa 1.600 metri e lungo l’intero percorso è stato realizzato l’impianto di illuminazione, che consente un’agevole fruizione dei luoghi nelle ore serali.

 

Ecco alcune brevissime schede utili, forniteci, che riproponiamo:

La Casina Vanvitelliana

Il complesso del Fusaro fu uno dei siti di caccia prediletti da Ferdinando IV di Borbone che scelse l’isolotto come luogo ideale per far costruire da Carlo Vanvitelli nel 1782 il Casino Reale.

L’impianto poligonale, la finezza del disegno del bugnato e delle modanature, i toni cerulei delle superfici dipinte realizzano una calibrata fusione della Casina nell’ambiente lacustre.

All’interno la Casina era impreziosita dalle sete di San Leucio e dai dipinti del Ciclo delle stagioni di Philipp Hackert, andati dispersi, di cui tuttavia restano i quattro bozzetti che rappresentano per ognuna delle stagioni una località: la Primavera con il pascolo nella valle del Volturno, con veduta del Matese; l’Estate con la mietitura a S. Leucio di Caserta verso Maddaloni; l’Autunno con la vendemmia a Sorrento, e l’Inverno con un campo di caccia a Persano.

I restauri

Al piano terra sono state riproposte le tappezzerie e boiserie originarie; al piano superiore, il salone principale è stato arricchito con la riproposizione delle antiche “riggiole” decorate secondo il disegno originario e la manifattura artigianale, la realizzazione della controsoffittatura a volta e la riproduzione alle pareti dei dipinti del Ciclo delle stagioni di Hackert desunti dai bozzetti e riproposti nel formato dei dipinti originari andati distrutti nel corso degli eventi rivoluzionari del 1799.

I due ambienti contigui al salone sono stati restaurati con il recupero delle volte affrescate, una delle quali inedita in quanto celata da precedenti scialbature.

La realizzazione di una scala a chiocciola ha consentito di rendere accessibile la visita ai sottotetti, caratterizzati da una complessa struttura di diciotto diverse tipologie di capriate lignee.

Per la definizione dei colori esterni è stato riproposto l’originario “colore dell’aria” desumibile dal celebre dipinto di Hackert del 1783 “Ferdinando IV a caccia di folaghe sul lago Fusaro”, conservato nel Museo di Capodimonte. In sintonia con questo dipinto, è stata ricollocata sul fronte principale una riproduzione dello stemma di Ferdinando, andato perduto.

Ostrichina

Nel 1817 il re borbone ordinò che sulle rive del Real lago del Fusaro, di fronte la Real Casina, si costruisse un nuovo fabbricato, detto “l’Ostrichina”, per comodo di coloro che si porteranno a godere di quel Real Sito non essendoci ora luogo dove poter pranzare.

Responsabile del progetto e dei lavori per l’Ostrichina fu designato Antonio de Simone, architetto di corte ed emergente della nuova generazione che a Caserta, nel decennio francese, aveva sostituito Carlo Vanvitelli. Nel 1885 fu rinnovato ed accresciuto di un ampio corpo avanzato a terrazzo.

I restauri

Tutti i lavori sono stati realizzati coerentemente con la programmata destinazione d’uso turistico-culturale e di interesse pubblico: biblioteca, emeroteca, videoteca, sede per manifestazioni, convegni, mostre e concerti. Inoltre, l’edificio è stato dotato di spazi idonei per servizi e ristoro, necessari per lo svolgimento di tali funzioni in modo ottimale.

La riqualificazione ambientale del lago Fusaro

Tre gli interventi principali, preceduti da un massiccio lavoro di pulizia del sito dai rifiuti di discarica e dalle immondizie:

1- il restauro della banchina borbonica e l’integrazione della passerella esterna a pelo d’acqua, che consente, tra l’altro, il ripristino della funzione di consolidamento del bordo lago così come è stato dall’intervento borbonico in poi;

2- la riqualificazione dell’aspetto vegetazionale con la sistemazione e l’integrazione del verde esistente, favorendo la crescita delle specie autoctone in parte soffocate dalla presenza di vegetazione “ruderale”, il cui sviluppo è stato favorito dal degrado ambientale del sito;

3- la creazione di un percorso ciclo pedonale in taglime di tufo lungo il lago, con la realizzazione di un ponte ligneo sulla foce romana, di passerelle in legno sui canali di scolo e l’impianto di illuminazione che permette la fruizione del bordo lago anche dopo il tramonto del sole.

 

Meritano il lago Fusaro e il complesso borbonico di essere riscoperti.

 

Maurizio Vitiello




Inserito da:
Maurizio Vitiello - mauriziovitielloitaly@yahoo.it

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