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08/08/2010

Il perché piace tanto la pelle nera

 

Il perché piace tanto la pelle nera

 

Mare, sole, sabbia e ore piccole hanno effetti non solo sul nostro organismo, ma anche sulla psiche. Il sole fa bene! E non solo per l'osteoporosi o per le malattie della pelle: mette di buon umore e rende più cordiali e aperti. Tant'è vero che la depressione è un fenomeno tipicamente invernale.

Il sole ci abbronza e chiunque sa che essere abbronzati aumenta la carica erotica della persona .Perché ? In risposta, ci  viene in aiuto l'etologia, la scienza che studia il comportamento animale: nei mammiferi le cellule che corrispondo ai melanociti umani secernono, nel periodo della riproduzione, l'ormone melanoforo; questo, a sua volta, determina un cambiamento del colore del pelo, segnalando la disponibilità all'accoppiamento. Nell'uomo le regioni a più densa concentrazione di melanociti sono le cosiddette zone erogene, cioè le parti dell'epidermide più sensibili alla stimolazione sessuale. Fatto curioso? Forse, ma questo addensamento spiegherebbe il collegamento tra sesso e colorito della pelle. In altre parole, negli esseri umani esisterebbe una sorta di memoria genetica del significato del pigmentarsi della pelle e ciò li porterebbe a trova più eccitante un corpo "brunito" o una persona dalla carnagione olivastra, perché inconsciamente vorrebbe dire "pronto all'accoppiamento".

La nostra sessualità è eccitata in modo più intenso d'estate e al mare per altri due importanti motivi. Innanzitutto, i corpi seminudi, con l'esibizione di seni, natiche, spalle, ecc. solleticano maggiormente la nostra immaginazione erotica. Anche qui possiamo rintracciare un motivo biologico in relazione alla nudità: indagini condotte nelle discoteche hanno dato prova che esiste un collegamento tra il momento in cui le donne tendono maggiormente a scoprirsi e il momento di più intensa fertilità, cioè le donne tendono a indossare abiti più scollati e ad esibire spacchi più ampi quando sono più feconde Con il caldo, poi, sudiamo di più: questa sarebbe l'altra ragione dell'aumento dell'eccitabilità nel periodo estivo. La sudorazione accresce la dispersione nell'aria delle molecole odorose secrete dalla ghiandole apocrine del nostro corpo; i noti feromoni; inoltre, il fatto di essere vestiti in modo succinto non ne altera la fragranza: la diffusione dei feromoni sarebbe così alla base della più disinvolta disponibilità all'avventura e alla scappatella. Tutto questo avverrebbe al di fuori della nostra consapevolezza. Queste molecole infatti sono captate da una struttura che si trova alla base del naso, l'organo vomero-nasale che invia i segnali direttamente all'ipotalamo, una parte arcaica del cervello preposta, tra l'altro, all'elaborazione delle reazioni sessuali.

I processi dell'Ipotalamo, per altro, potrebbero essere influenzati anche dalla comune luce solare. E' quanto afferma lo scienziato Hal Hellman. Esaminando il modo in cui il nostro cervello regola il ritmo sonno-veglia, questo studioso ha constato come nei mammiferi, uomo compreso, l'esposizione alla luce riduca la produzione di melatonina, la sostanza che "innesca" l'addormentamento, da parte di una ghiandola posta alla base del cervello, l'epifisi. La melatonina oltre a indurre la sonnolenza, provoca, se somministrata negli animali un'inibizione dell'ovulazione; in altri, termini sarebbe coinvolta nei meccanismi riproduttivi e sessuali. Che nell'essere umano si verifichino analoghe modificazioni ormonali, in conseguenza dell'aumento di questo, neuromone è tutto da verificare, ma è provato che nella nostra specie, l'epifisi riceve l'informazione sulla quantità di luce proprio tramite un percorso nervoso che, partendo dall'occhio, attraversa, guarda caso l'ipotalamo.

Anche l'abitudine di fare le ore piccole può incentivare gli approcci con l'altro sesso. L'uomo ha ereditato dalla sua provenienza dalla Savana africana un ritmo che lo porta ad avere due picchi di attività: uno, il più intenso, in tarda mattinata; l'altro, più modesto, verso il tramonto. Tuttavia, in chi fa le ore piccole, e precisamente, rimane quindi sveglio dopo le 22-23, si osserva il prodursi di un'ultima fase connotata da un'intensa vitalità e dinamismo: le interazioni che si svolgono in questo frangente hanno di solito un carattere emotivo, spesso erotico e, a volte, aggressivo.

Romeo Coppola vivere meglio@alice.it




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