
Meta di Sorrento Alimuri
Meta di Sorrento. L’ecomostro fa un’altra vittima. 30enne si tuffa dall’ecomostro e si schianta sugli scogli: rischia la paralisi. Ma l’accesso al famoso insulto archittettonico di Alimuri non era stato interdetto e controllato?
Per anni uno striscione con la scritta "abbattiamolo", vergata da militanti di Goletta Verde di Legambiente, è stata la sua bandiera. Ma l'ecomostro di Alimuri non è stato abbattuto e ieri per l'ennesima volta un giovane si è ferito molto seriamente. Il ragazzo, di cui non sono state fornite le generalità, si era arrampicato sulla costruzione insieme ad alcuni amici. Con l'intento di usare i piani della struttura come piattaforme per i tuffi, com'è abitudine tra i giovani della zona. Ovviamente l'accesso all'area su cui insiste l'ecomostro è vietato: ma le trasgressioni sono la norma, sia di giorno che di notte.
Sull'area c'è anche la beffa del divieto di sosta per le auto, un divieto inutile che danneggia solo le attività del posto. Il controllo esiste solo per impedire parcheggi e multe non per altro.
Da 42 anni lo scheletro di un albergo mai costruito domina la costa tra Vico Equense e Meta, simbolo di uno scempio a cui da decenni si chiede di porre riparo.