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01/08/2010

Massa Lubrense: Crapolla Rivo Iarito:SALAMANDRINA APPENA SCOPERTA E GIA´ IN PERICOLO!

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MASSA LUBRENSE: SCOPERTA SCIENTIFICA NEL RIVO IARITO A CRAPOLLA ACCERTATA LA PRESENZA DELLA RARA SALAMANDRINA DAGLI OCCHIALI MA GIA’ IN PERICOLO A SEGUITO DEL RECENTE DISBOSCAMENTO DEL SITO!!! IL WWF DENUNCIA “ALBERI TAGLIATI E GETTATI NELL’ALVEO DEL RIVO PERICOLO ANCHE PER IL DEFLUSSO DELLE ACQUE E PER GLI INCENDI”

Nel Comune di Massa Lubrense percorrendo la via Crapolla, che conduce tra sterrati e scalee nella suggestiva spiaggia dei pescatori, immediatamente dopo l’attraversamento del rivo Iarito, nella vasta proprietà posta al confine del sentiero, sulla destra fluviale del corso d’acqua, sono state effettuate ENNESIME operazioni di taglio a raso della vegetazione arborea, rappresentata da alberi di ontani, castagni, querce e lauri anche secolari. Gli esemplari arborei che vegetavano in perfetto stato di salute, oltre a procurare una notevole frescura in quel tratto di percorso assiduamente frequentato dagli amanti del trekking e dagli escursionisti, costituivano un elemento indiscutibile del paesaggioe contribuivano con il loro esteso apparato radicale a trattenere il terreno. Prova ne è che laddove nel passato si è proceduto all’eliminazione degli alberi si sono poi verificati fenomeni di crollo. Gli alberi contribuivano inoltre a creare di fatto un prezioso microclima sulle sponde del rivo. Con le loro folte chiome, oltre a procurare una notevole frescura nelle stagioni calde, evitavano che i raggi solari raggiungessero le preziose pozze d’acqua che in estate permangono nell’alveo del rivo vernotico. Proprio la mancanza di forte insolazione, la presenza di umidità dell’aria e le peculiari caratteristiche geologiche di questa piccola forra calcarea, hanno creato le condizioni per un habitat ideale alla sopravvivenza di tutta una serie di preziosi esseri viventi, andando a costituire un quadro di Biobiversità davvero inedito e degno di nota. Tra le varie specie osservate dal WWF nel sito: rana italica, diverse specie di libellule, natrice, biscia, rapaci diurni e notturni (tra cui l’allocco che nelle grotte nascoste e inaccessibili sulle sponde del rivo trovava rifugio), varie specie di pipistrelli e tutta una serie di uccelli insettivori che, soprattutto nei periodi di passo, nella fitta macchia boschiva (ora eliminata!!!) trovavano riparo, cibo e luogo idoneo per la nidificazione. Ma la scoperta recente più interessante, e senza ombra di dubbio emblematica dell’enorme e forse irreversibile danno creato con la sparizione del bosco ripariale, è stata l’individuazione di diverse larve della specie Salamandrina tergiditata (salamandrina dagli occhiali) specie tutelata dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE in quanto rara ed in via d’estinzione. Tale specie è stata osservata e filmata in stadio larvale nelle residue pozze d’acqua del rivo…le stesse pozze immediatamente prosciugatesi a seguito dell’eliminazione della fascia arborea ripariale. Il taglio degli alberi ha di sicuro alterato le condizioni microclimatiche preesistenti riducendo l’umidità e favorendo il riscaldamento dell’acqua con danno delle specie viventi in esse presenti. Inoltre per consentire l’accesso e le operazioni di taglio sulle sponde del rivo, si è provveduto alla realizzazione di un tracciato sterrato tramite sbancamento di parte della scarpata a monte con colmata del sentiero a valle, con graticciate in legno e pali poggiati sui tronchi degli alberi recisi. L’enorme quantità di legna ricavata dai tagli è stata rovinosamente gettata nell’alveo del rivo e, a tutt’oggi, grosse cataste di tronchi residui giacciono abbandonate nell’alveo del rivo Iarito assieme a cumuli di ramaglie secche. Tale materiale costituisce di fatto un grave pericolo per il deflusso naturale delle acque. Inoltre i cumuli di rami secchi, fogliame e ramaglie, costituiscono anche un pericolo in caso di incendi, considerando la stagione estiva avanzata e le alte temperature di questi giorni proprio in un’area fortemente soleggiata, esposta a sud e circondata da una importante macchia mediterranea. “I grossi alberi sono stati tagliati per ricavarne legna ed avere in tal modo un immediato vantaggio economico - dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – senza comprenderne o considerarne l’enorme valore che tali esemplari hanno da vivi…e mi riferisco a quelli che avevano raggiunto o abbondantemente superato il secolo di vita: veri e propri patriarchi arborei, giganti cresciuti in situazioni estreme (su un terreno esposto a sud, soggetto a venti caldi, siccità e incendi). I più grossi incorniciavano l’esile sentiero sterrato, fornendo preziosa ombra e frescura nelle calde giornate assolate; essi erano cresciuti forti e slanciati grazie alla vicinanza delle radici all’acqua del rivo sottostante. Gli alberi facevano parte di una formazione boschiva naturale ed offrivano riparo e cibo ad una moltitudine di animali. Ora al posto degli alberi (di quelli tagliati l’anno scorso) una giungla incolta e impenetrabile di rovi e smilax ha coperto il soprassuolo, un tempo ombreggiato dalle chiome, rendendolo inaccessibile.” Considerato che l’area in oggetto rientra in area S.I.C. e in territorio sottoposto a vincolo paesistico, l’alveo e le sponde del Rivo Iarito sono soggetti a vincolo idrogeologico, l’Agenzia del Demanio è competente per ogni intervento all’interno dell’alveo del rivo, le disposizioni in materia di taglio boschivo prevedono precise modalità di intervento, il WWF Penisola Sorrentina con nota inviata alla Soprintendenza di Napoli e Provincia, al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare, all’Autorità di Bacino Regionale, all’Agenzia del Demanio e all’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, ha chiesto di verificare la legittimità dei tagli e delle opere effettuate e di provvedere all’immediato ripristino dello status quo ante dell’alveo del rivo onde scongiurare il protrarsi nel tempo di una situazione di procurato pericolo.

Sorrento e Dintorni                                                           inserisce Michele Pappacoda

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