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29/07/2010

Fuochi d artificio allarme incendi in costiera amalfitana e penisola sorrentina

Fuochi d artificio allarme incendi in costiera amalfitana e penisola sorrentina
Fuochi d artificio allarme incendi in costiera amalfitana e penisola sorrentina

Qualche intervento d’urgenza è già stato fatto. Ma lo stato di allerta, per i vigili del fuoco, inizierà a partire da questo fine settimana. Da quando, cioè, feste patronali e giochi pirotecnici diventeranno attrattive per i turisti, animando le calde serate di agosto. In Costiera amalfitana come a Capri, Ischia e in Penisola sorrentina, Amalfi, Sorrento, scatta lo stato di allarme per gli incendi provocati dai fuochi d’artificio. Mentre molti residenti iniziano già a lamentarsi - come scrive Petronilla Carillo su "Il Mattino" di oggi - con le polizie locali per i «rumori» provocati dalle esplosioni. Sono soprattutto le «feste private» a finire nel mirino della polemiche: matrimoni, compleanni e serate a tema organizzate in strutture extra-alberghiere o in sontuose ville. Occasioni da non perdere per divertirsi con giochi pirotecnici e fuochi colorati sempre più spesso sparati senza alcuna autorizzazione. Già, perchè bastano pochi minuti per divertirsi utilizzando fuochi «regolari», di quelli che si vendono anche per la notte di San Silvestro, e che non devono essere sempre denunciati alla pubblica autorità. E se a Positano continua a dettar legge l’ordinanza sindacale che da due anni vincola l’accensione di fuochi d’artificio, sparo di petardi, utilizzo di mortaretti e razzi a regole ben precise, altrove anche le disposizioni del prefetto di Salerno (che «limitano» l’uso dei giochi pirotecnici a determinate condizioni) vengono spesso violate. E non soltanto dai privati cittadini. A puntare l’indice sono proprio gli addetti ai lavori, i caschi rossi. E sott’accusa finiscono anche le commissione comunali preposte alla vigilanza dell’evento. Commissioni dove, ribadiscono alcuni funzionari del comando provinciale dei vigili del fuoco, vi è un’eccessiva commistione di ruoli. Soprattutto quando la vigilanza riguarda le feste patronali e la «tradizione» impone lo sparo dei primi fuochi già alle prime luci del mattina quando c’è la cosiddetta «alzata del panno». In Costiera amalfitana, per raggirare leggi e provvedimenti amministrativi, i fuochi vengono quasi sempre sparati da mare. Un’abitudine che si sta diffondendo anche tra i privati, soprattutto, tra gli organizzatori di eventi e feste. I fuochi da mare, difatti, sono svincolati a qualsiasi controllo: non devono essere autorizzati ma è sufficiente una semplice comunicazione all’autorità comunale e alle forze di polizia. Non è dunque prevista neanche la presenza di una squadra di vigili del fuoco. Ma resta il problema dell’inquinamento: cenere e polvere pirica, pezzi di carta e cartone che finiscono in acqua, trasportati poi chissà dove dalle correnti. C’è poi chi «tenta». Chi prova a sfidare la sorte accendendo qualche fuoco e sperando che tutto vada bene. L’importante è contenersi con i tempi: in fondo qualche razzo e qualche gioco di luce sparato qualche minuto dopo la mezzanotte può anche essere accettato in piena stagione estiva. «Poi noi corriamo a spegnere gli incendi di sterpaglie che avvengono ad una certa distanza, dove cadono le scintille», replica un funzionario dei vigili del fuoco. «In Costiera amalfitana - spiega il presidente degli albergatori dell’Apas, Lorenzo Cinque - c’è molta richiesta di fuochi d’artificio da parte delle strutture extra-alberghiere. Tant’è che l’affitto delle chiatte a mare è diventato un vero e proprio business. Alcuni nostri clienti di tanto in tanto si lamentano. Anche perché nel silenzio della notte, e vista la particolare conformazione geografica della costa, i rumori rimbombano e rischiano anche di diventare fastidiosi. Soprattutto se ogni giorno c’è qualche festa rumorosa». Lancia invece un appello agli altri amministratori locali il sindaco di Positano Michele De Lucia. «Spero - dice - che altri Comuni seguano il nostro esempio. In due anni non abbiamo elevato nessuna multa. Non c’è stato nessun trasgressore. È, dunque, soprattutto una questione di civiltà più che di semplici regole».

 




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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