Pensiero al....sole
“ Tu dici che vedrai un giorno Dio e la sua luce;
stolto, mai lo vedrai , se non lo vedi già ora.
Se ti sembra più lunga l’eternità del tempo,
stai parlando di pena, non di beatitudine”
( A.Silesius)
La Fenice è il famoso uccello sacro egiziano intorno al quale favoleggiarono gli antichi e che fu definito dagli Arabi “ creatura di cui si conosce il nome e si ignora il corpo”.La leggenda narra che dopo un ciclo di vita di cinque o dieci anni questo uccello muore incendiandosi nel nido profumato di incenso , di mirra e cannella che si è costruito ,ma che si rinnova ottenendo dai suoi stessi resti la linfa per la vita eterna. Per questo niente si conforma meglio della fenice ,tra i vari simboli dell’eternità , per dare la chiara immagine dell’alterno avvicendarsi di ere, cicli e civiltà per cui ciò che termina dà vita sempre a ciò che di nuovo sorge,ecco dunque che la fenice morendo rinnova la sua vita. Come fa il sole, che ogni giorno nasce e poi muore. Da qui si deduce perchè nell’antichissimo mito, si racconta che la giovane fenice che è stata generata dalle ceneri della vecchia che muore, parta senza indugio per Heliopolis, trasportando con sé i resti del suo predecessore che deporrà poi sull’altare del Sole.
Il rinascere della fenice è stato frequentemente rappresentato nell’arte classica e primo cristiana per il suo intrinseco valore simbolico e un caso per tutti mi piace ricordare ora e qui per la sua particolarità. Si tratta di una rappresentazione di doppia fenice ritrovata nella tomba dei Valeri nella necropoli sotto il Vaticano . Una nicchia in questa tomba ha un disegno della testa di Cristo , la cui parte superiore raffigura la transizione di due uccelli che si fondono in un corpo solo. Vicino all’uccello a destra appare la parola “Phoeneus” corretto dalla stessa mano in “Phoeniceus avis”,uccello fenicio. Sul corpo comune dei due vi è la parola vivus ,il vivente . sotto la testa dell’uccello di sinistra appare l’iscrizione vixisti,cioè tu sei vissuto e su quello di destra ,avis revibis, cioè uccello che vivi di nuovo. Da ciò, Margherita Guarducci , la studiosa che ha scoperto questo disegno, ha dedotto che l’uccello di sinistra è il morente e quello di destra il vivente. Stabilendo così anche la precisa relazione tra il rinnovarsi della fenice e la resurrezione del Cristo , il vero Vivus. Per questo simbolismo il disegno sulla tomba dei Valeri è l’unico del genere nell’arte primo cristiana e attesta come una concezione non biblica potesse comunque operare nel pensiero e nel sentire religioso della Chiesa primitiva. Quindi l’interpretazione cristiana del mito della fenice dà in’indicazione dell’abilità dei primi cristiani a conservare antiche tradizioni profondamente radicate nella cultura classica ,adattandole però alle nuove esperienze di vita e di fede.
Alcuni studiosi hanno anche riportato che in alcuni testi la fenice prima di incendiarsi sul rogo si volge verso oriente , verso il sole nascente e mormora una preghiera. Ed hanno notato come la fenice assuma lo stesso atteggiamento di preghiera dei primi cristiani:braccia alzate , rivolte ad oriente, dove alla fine dei tempi sarebbe nuovamente apparso, secondo la tradizione evangelica,Cristo ,il Sole di giustizia .
E termino allora con le parole di un autore latino Claudiano che nel suo poemetto “ Phoenix” così descrive il saluto al sole della Fenice morente , saluto un po’ diverso che faccio mio, una sorta di omaggio , in queste giornate di caldo intenso, al nostro mediterraneo e infocato sole :
“ Quando Febo ha visto la fenice, ferma i suoi cavalli e la consola dicendo : O tu che stai per immolare la tua vecchiaia sul rogo, riceverai nuova vita da ciò che sembra essere la tua tomba, tu che periodicamente rinasci dal tuo declino e trai forza giovanile dalla tua morte ,ricevi un nuovo inizio di vita, abbandona il tuo corpo ormai decrepito e riappari rinnovato dopo la tua trasformazione”
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Trudy Borriello