
Fontana Moresca di Minori
“L'uomo per sua intima natura è un essere sociale e senza i rapporti con gli altri non può vivere né esplicare le sue doti.”
(Gaudium et Spes)
Minori costiera amalfitana costa d' Amalfi . Quanto questo sia vero lo potrebbero provare scienziati e filosofi. Uno dei pochi argomenti in cui forse, quasi tutti, andrebbero a braccetto. Quello che però abbiamo sempre conosciuto come concetto di socialità sta ora mutando. La cosiddetta rete sociale si sta dividendo in tante piccole cellule per andarsi a “globalizzare” in una grandissima rete di Solitudine. Ecco che si svuotano le strade e si riempiono gli studi, le camere, qualsiasi posto che abbia un pc connesso ad internet per vedersi e comunicare tutti via web. Ed ecco a voi il primo passo verso la nuova società, quella che cancellerà la comunicazione tradizionale, quella che eliminerà le distanze e la diversità delle lingue. Quella che priverà e corromperà uno degli istinti umani: il contatto con altri esseri umani.
Molti di voi penseranno che questa sia una cosa impossibile, lontana e che non vi riguardi. Io voglio focalizzare questa grande discussione su di un solo punto: Minori, la mia comunità, il fulcro della mia rete sociale.
Ogni villaggio ha il suo scemo e, come recitava il grande De Andrè, dietro ogni scemo c’è un villaggio. Quanti di questi personaggi, chiamati comunemente pazzi, sciroccati, schizofrenici, circondano e fanno parte della nostra comunità da anni come fossero monumenti o semplici panchine? E che nesso ha questa cosa con Facebook direte voi? Ecco il punto. Osservando, guardando e fortunatamente parlando (dico fortunatamente perché non sempre è così facile) sono giunto alla conclusione che stando alle statistiche e a come funziona il “Limbo” del Lungomare California, tra dieci anni o poco meno, 4 o 5 di queste nuove leve saranno miei coetanei, cioè vostri figli. Cioè, e mi spiego meglio, coloro che adesso vi sembrano dei giovani magari solo un pò timidi, solo un pò chiusi, per affetto nemmeno tanto diversi dagli altri ragazzi. Magari un pò egocentrici? Introversi? Particolari? Sì certo, come no, qualcuno lo sarà di sicuro ma qualcun altro calcherà la passerella fatta di sanpietrini per riempire molti dei vuoti delle giornate di chi abita ai margini della vita, credendo di essere lontano da questa realtà solo perché a casa qualcuno li aspetta o ci sono quei pochi amici a ricordargli che per qualcuno si esiste.
Queste difficoltà ci sono sempre state, anche quando l’unico modo per comunicare era la voce diretta. Ma ora che anche chi ha una personalità e una dialettica può nascondersi e mostrarsi attraverso un clic. Nascondendo voce, volto, gesti, smorfie. Nessuno sarà più obbligato a doversi esporre. Quante persone si sono salvate grazie al contatto ed alla voce anche solo di una persona speciale non lo sapremo mai. Ma sarebbe interessante scoprirlo da adesso in poi. Io sono triste nel vedere il paese svuotato la domenica mattina e la chat piena zeppa di persone che affollano con i loro link stupidi sulla loro personalità e il loro italiano approssimativo le bacheche e le pagine della rete. Che futuro abbiamo? Anzi, che futuro avranno? Loro che conosceranno sempre di meno il piacere di incontrarsi per caso ed offrirsi un caffè, o di salutarsi in maniera speciale. Difficoltà nel rompere il ghiaccio nei discorsi, approcci senza un minimo di interesse. Teste bacate dalle termiti chiamate TV e Facebook. Questo potrà aiutare ad arginare l’emorragia di disagio e l’aumento delle care pillole farmaceutiche per sedare figli troppo strani? I genitori attuali si trovano già al limite di questo assurdo cambio storico-generazionale e le responsabilità non si riescono a reggere a questi ritmi tecno-innovativi facilmente.
Una volta queste persone erano per me palline colorate in mezzo a ad un mucchio di palline grigie. Quelle stesse palline grigie che ora diranno che ho ragione e si limiteranno a riporre il giornale da parte e farsi quattro risate su quello che chiede le sigarette dalla barba lunga, o quella che si ubriaca e piange da sola. Le palline colorate le guardavo con compassione e forse un pizzico di stupore, come se avessero qualcosa in più e non in meno. Ma ora vedo nuove palline, colorate sì, ma ferme. Già abbandonate in partenza sulle sabbie mobili del lungomare. Io non posso salvare nessuno, almeno non da solo. Ci vuole intelligenza, informazione e tanta logica. Qualcuno qui ne ha sentito parlare un tempo.
Davide Sammarco