
Ravello, De Masi me ne sono andato spontaneamente dalla Fondazione
Caro Direttore,
ho letto su PN dell’11 luglio le dichiarazioni lusinghiere e affettuose del Senatore Andria in merito al mio rapporto con la Fondazione Ravello. La Fondazione non sarebbe nata senza l’impulso prezioso di Andria, allora Presidente della Provincia di Salerno, e non sarebbe cresciuta senza il suo apporto sempre generoso e lungimirante. Dalla Fondazione, da Ravello e da me personalmente, Andria merita una riconoscenza molto maggiore di quella che abbiamo saputo fin qui dimostrargli.
Nelle dichiarazioni di Andria, riportate da PN, vi è solo una piccola imprecisione, originata certamente dal bisogno di sintetizzare una questione complessa: io non sono stato “cacciato” dalla presidenza della Fondazione. Poiché il 31 agosto scadono tutti gli organi statutari, compresa la mia presidenza, ho deciso del tutto autonomamente che, a partire dal primo settembre, sia conclusa la mia esperienza nella Fondazione.
Questa mia autonoma decisone è originata da due motivi: mi sembrano mutate le condizioni oggettive che hanno consentito fin qui la crescita della Fondazione; mi sembra doveroso lasciare ai Soci la piena libertà di scegliere un nuovo Presidente.
I Soci sono sei e solo il Comune ha espresso critiche nei confronti della mia gestione. Gli altri cinque hanno insistito perché io mi ricandidassi e tutti i Consiglieri, tranne il Sindaco e il Vice Sindaco di Ravello, hanno fatto mettere a verbale elogi nei confronti del mio operato e richieste esplicite affinché io restassi. Identico apprezzamento e identica richiesta mi sono venute dal Presidente della Regione e dagli Assessori regionali al Turismo, alla Cultura e all’Urbanistica.
Cordiali saluti.
(Domenico De Masi)