
Vera politica per il Sud Andare avanti su Pomigliano»
Cerimonia a Pozzuoli. Letta: «Gli operai Fiat devono predere esempio da Atitech». Sacconi: «Pronti a convocare tavolo»
POZZUOLI - Il futuro dello stabilimento Fiat di Pomigliano e lo sviluppo del Mezzogiorno sono stati al centro, oggi, dell'intervento di Emma Marcegaglia, leader di Confindustria, presente a Pozzuoli nel corso dell'Assemblea pubblica organizzata dall'Unione industriali di Napoli con la premiazione delle aziende e dei napoletani eccellenti nel mondo.
La Marcegaglia: vera politica per il Sud. Per il Mezzogiorno non «serve una politica straordinaria ma una vera politica per il Sud». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo oggi alla assemblea degli industriali della provincia di Napoli che si è svolta all'accademia aeronautica di Pozzuoli (Napoli) Il leader di Confindustria ha detto che per il Sud serve «una riscossa vera». Ha quindi invitato gli imprenditori partenopei di «essere fieri di essere napoletani perchè qui ci sono dei problemi ma anche delle eccellenze che hanno conquistato il mondo».
Lettieri: conoscere piano Sud. L'annunciato Piano Sud potrebbe dare «fiducia e certezze a territori che rappresentano più di un terzo del Paese». Così il presidente dell'Unione industriali di Napoli, Gianni Lettieri nell'assemblea pubblica dell'Unione industriali. Per Lettieri «le classi dirigenti e le istituzioni meridionali dovranno programmare e spendere bene i fondi comunitari, ispirandosi a criteri di qualità ed efficienza». Ma gli industriali napoletani chiedono al governo «di non destinare ad usi diversi le risorse Fas, indispensabili per il Mezzogiorno, per colmare il divario rispetto all'Unione a 27. Infine Lettieri ha ricordato che legata alla manovra finanziaria contiene le "zone a burocrazia zero" che renderanno più facile fare impresa nel Mezzogiorno e la cancellazione dell'Irap per le nuove attività».
«Pomigliano fondamentale». «Sarebbe veramente molto negativo che per un sindacato che dice di no non si avesse l'investimento a Pomigliano», ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a Pozzuoli, a margine di una premiazione, commentando gli sviluppi dell'intesa tra Fiat e sindacati su Pomigliano. «Per noi è fondamentale che Pomigliano vada avanti» ha detto ancora la Marcegaglia che ha sottolineato che anche per le aziende dell'indotto «sarebbe molto grave perdere l'investimento».
«Blocca il Paese chi guarda indietro». «Non si può permettere che chi guarda indietro, chi non capisce le sfide e chi ragiona in modo ideologico blocchi tutti gli altri». È questo uno dei passaggi dell'intervento della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, a Pozzuoli. «Se non tutti comprenderanno il valore di questa sfida, faremo di tutto perchè Pomigliano vada avanti». La Marcegaglia ha dedicato un passaggio all'opposizione della Fiom in modo anche più esplicito: «Un sindacato ha detto no, lo ha detto in nome della lesione dei diritti: ma tutelare gli assenteisti, i falsi malati è tutelare i lavoratori o la gente che non fa il suo mestiere?». «Credo che il problema è capire come in presenza del voto, seppur maggioritario ma non altissimo, si possano avere assicurazioni - ha aggiunto - concretamente sul fatto che i livelli di produttività e di produzione si raggiungano». «Nelle prossime settimane - ha concluso la Marcegaglia - ci saranno incontri per sapere se questo sarà possibile, e noi faremo di tutto per andare in questa situazione».
Il leader degli industriali: speriamo in conclusione positiva. «Auspichiamo che dopo il risultato del referendum, che, va sottolineato, ha visto i due terzi dei lavoratori e tutti i sindacati, tranne la Fiom, a favore, si possa arrivare ad una conclusione positiva», ha detto la presidente di Confindustria Marcegaglia. «L'azienda - ha ribadito - fa una cosa contro la storia: prende un investimento, una produzione dalla Polonia e la riporta a Pomigliano». «Ovviamente - ha concluso - chiede che ci sia il rispetto del contratto a livello di produttività, che deve essere in linea con gli altri stabilimenti nazionali». La Marcegaglia ha anche ricordato che «storicamente Pomigliano ha avuto problemi dal punto di vista dell'assenteismo e del livello di produttività».
Il ministro Sacconi: governo pronto a convocare un tavolo. «Il governo si è detto disponibile a convocare un tavolo» su Pomigliano in via «sussidiaria, e cioè lo farà solo se le parti firmatarie lo richiederanno. E, a ad ora non è pervenuta nessuna richiesta». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in occasione del question time.
«In questo momento non è pervenuta alcuna richiesta né dalle parti firmatarie né da parte dell'organizzazione che non ha sottoscritto l'accordo» ha precisato il Ministro aggiungendo che proprio per questo «l'attività del governo non può che essere sussidiaria» e che «sono in corso contatti continui e informali del governo con azienda e con le parti interessate». Tanto più, ha proseguito, «che l'aspetto positivo di questo accordo è nel fatto che Fiat non ha chiesto provvidenze specifiche; non ha chiesto, ad esempio, un accordo di programma, ma intende operare con mezzi propri e sulla base di quegli incentivi autentici ed essenziali che sono dati dalla condivisione, da parte dei lavoratori, di un efficiente utilizzo degli impianti».
Per Sacconi è questo «a cui dobbiamo tendere e guai a noi se il Mezzogiorno dovesse perdere questa straordinaria opportunità per la quale convintamente lavoriamo». Quello su Pomigliano, ha inoltre sostenuto il ministro all'inizio della sua risposta al question time, è un «investimento che si colloca a valle di un percorso fatto dal governo con le parti interessate e dedicato allo sviluppo della produzione auto in Italia». Sacconi ha ricordato che l'a.d. del gruppo automobilistico, Sergio Marchionne, ha presentato per questo il progetto Fabbrica Italia, volto ad incrementare le auto prodotte nei siti italiani. In particolare a Pomigliano, con l'utilizzo dell'attuale forza lavoro impiegata, circa 5 mila addetti, si produrranno circa 270 mila auto l'anno che sono «sempre meno delle 600 mila prodotte in Polonia con soli mille lavoratori in più ».
Gianni Letta: gli operai prendano esempio dall'Atitech. «Spero che la lezione di Atitech possa servire anche ai lavoratori di Pomigliano». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, intervenendo a Pozzuoli. «Loro hanno saputo dire sì a qualche sacrificio - ha continuato Letta - sapendo che salvavano l'azienda e il lavoro». Il sottosegretario ha poi citato, condividendolo, un passaggio dell'intervento del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: «Come ha detto Bonanni non c'è impresa senza lavoratori, e non ci sono lavoratori senza impresa». Entrambi hanno rimarcato la necessità di una più stretta collaborazione fra lavoratori e impresa. Accennando agli effetti della crisi Letta ha concluso: «Se noi usciremo più forti dalla crisi, dovremo sapere che le sfide che ci attendono saranno ancor più impegnative».
Bonanni: l'azienda si pronuncerà presto. La Fiat non si è ancora pronunciata su Pomigliano, ma per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, «lo farà presto». A margine di una premiazione in corso a Pozzuoli, nella sede dell'Aeronautica militare, Bonanni ha risposto in termini rassicuranti ai cronisti sui tempi in cui maturerà la decisione di Marchionne: «Lo farà appena ci incontreremo - ha risposto a chi gli chiedeva quando Fiat si pronuncerà al riguardo - lo farà senz'altro. Tutti conoscono l'impegno dell'amministratore delegato e tutti sanno che è passata appena una settimana». È possibile un colpo di scena sulle decisioni della Fiat per l'insediamento di Pomigliano? Alla domanda risponde Bonanni: «Il colpo di scena vogliono farlo solo i boicottatori del risultato di Pomigliano».
«La camorra è una sirena che offre tutto»: lo ha detto l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, intervenendo all'assemblea pubblica dell'Unione degli industriali. Sepe ha esortato gli industriali a fare di più per «dare una speranza di futuro ai giovani della nostra terra», ricordando i progetti che la Chiesa sta attuando nella diocesi di Napoli. A giudizio dell'arcivescovo di Napoli non c'è «alcun conflitto tra etica e impresa ma bisogna salvaguardare la centralità dell'uomo».
Il Mattino di Napoli inserito da Michele Pappacoda